"Pronti al dialogo sui programmi |Se resta il caos, andremo da soli" - Live Sicilia

“Pronti al dialogo sui programmi |Se resta il caos, andremo da soli”

Intervista a Roberto Lagalla. "Micari? Uno dei 16 candidati letti". Verso l'intesa con Ferrandelli.

Regionali
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PALERMO – Professor Roberto Lagalla, da destra a sinistra regna ancora il caos su coalizioni e candidati per le prossime regionali. In mezzo c’è la vostra proposta di contenuti, quella di Idea Sicilia. Si avvicina anche per voi il momento di una scelta di campo?
“Assistiamo con la stessa incredulità dei siciliani a questi balletti della politica che stanno andando anche oltre il consentito tempo di Ferragosto. A parte questo, noi manteniamo il nostro punto. Cioè abbiamo avanzato una candidatura alla presidenza della Regione che è in piedi, è viva e pone al centro del proprio ragionamento i contenuti e il rinnovamento della classe dirigente. Ci focalizziamo su cinque punti di programma”.

Quali?
“L’occupazione giovanile, la lotta alla povertà e al disagio sociale, il potenziamento delle infrastrutture, la valorizzazione economica delle risorse proprie della Sicilia (come energia, agricoltura, turismo, beni culturali), la riorganizzazione della macchina amministrativa della Regione con la connessa semplificazione burocratica. Su questi punti siamo aperti, come siamo sempre stati, al dialogo e al ragionamento con le parti politiche. Senza pregiudiziali ideologiche, anche in considerazione della provenienza plurale dei soggetti che aderiscono a Idea Sicilia. Non intendiamo essere un numero che concorra al raggiungimento del successo di una coalizione, se non sulla base dei programmi”.

Sì, ma a quale coalizione guardate?
“Conoscere le vere scelte delle coalizioni in campo aiuterebbe questo ragionamento. Ma noi abbiamo la nostra posizione, che parla con i cittadini: ora tutti scoprono la chiave civica ma noi stiamo costruendo da un anno un rapporto di fiducia con gli elettori sul territorio”.

Al vostro progetto guarda il Centro democratico di Bruno Tabacci. E anche Sicilia Futura di Totò Cardinale ha auspicato una collaborazione con voi. La vostra collocazione naturale è il centrosinistra?
“Idea Sicilia non ha né vuole avere collocazione naturale e preconcetta. La collocazione nasce dal dialogo e dal confronto. È assolutamente vero che ci sono stati contatti politici con entrambi gli schieramenti e anche con quello di centrosinistra, ma a tutt’oggi mancano concreti e reali sviluppi”.

Lei qualche giorno fa ha espresso apprezzamento per una presa di posizione di Saverio Romano. Guardate con interesse anche al centrodestra?
“Ho apprezzato il metodo di Romano e il richiamo all’unità delle coalizioni perché si possa pervenire a una sintesi, a una discussione seria sui programmi. Fare precedere sempre la ridda dei nomi che sorgono come il sole la mattina e tramontano la sera è poco serio. E se anche noi aderissimo a questo rodeo perderemmo credibilità”.

Avete avuto fin qui un’interlocuzione col Pd?
“Non ho interlocuzioni dirette con il Partito democratico. È stata evidenziata l’attenzione che hanno posto sia Cardinale quanto Tabacci nei confronti di Idea Sicilia così come dall’altra parte non sono mancati contatti con quanti stanno faticosamente cercando di mettere insieme una coalizione di moderati di centrodestra. D’altra parte non mi pare che il ruolo dei moderati sia ad oggi definito. Basta pensare alle incertezze sul ruolo che Alternativa popolare potrà avere in queste elezioni”.

Se il centrodestra si compattasse su Musumeci questo vi avvicinerebbe o allontanerebbe?
“Ho già detto che la mia storia non è quella di Musumeci ma ho anche detto che si può ragionare con chiunque sia in grado di formulare una proposta concreta per realizzare quei punti di programma per cui noi ci facciamo garanti nei confronti dei siciliani. Io ho una presunzione, quella di voler rappresentare quei cittadini che oggi si sentono disorientati rispetto ai comportamenti dei professionisti della politica e non si riconoscono nei loro riti”.

E se il centrosinistra candidasse il suo successore Fabrizio Micari?
“Ho visto che ancora una volta è proposto un nome. Da Orlando in questo caso. È uno tra i 15 o i 16 che fino a questo momento abbiamo visto nella tabella dei possibili candidati alla presidenza della Regione. Non ne conosco il programma politico, ne ho conosciuto il programma accademico quando convintamente ne ho supportato la candidatura a rettore”.

A che punto siete con le liste?
“Siamo forse più avanti di tanti altri. In molte province si pone il problema di costruire una seconda lista apparentata a Idea Sicilia, è un effetto trascinamento del lavoro fatto in più di un anno”.

Qualche nome?
“Ci sono sicuramente professori universitari, ex deputati regionali delusi dalla politica, consiglieri comunali, sindaci e professionisti”.

Chi sono gli ex deputati delusi?
“Su Messina abbiamo già la disponibilità di Maurizio Ballistreri”.

E su Palermo è vero che state collaborando con Fabrizio Ferandelli?
“Ferrandelli ha guidato una iniziativa che ha certamente nelle sue origini una valenza civica reale molto vicina a quella di Idea Sicilia e in tal senso il contributo che riterrà di poter dare è certamente bene accetto. Così come si sta parlando tanto con comitati civici costituiti sui territori, alcuni già presenti nei consigli comunali”.

Vi siete dati una scadenza per capire il da farsi?
“Quella naturale è quella della presentazione delle liste e della candidatura del presidente della Regione. É chiaro che se la confusione permane presenteremo liste e candidatura. Se da qui ai prossimi giorni dovessero maturare proposte di dialogo basate sui contenuti e sui programmi reali così come ci siamo detti non ci sottrarremo al dialogo”.

Il che significa che lei sarebbe disponibile a un passo indietro?
“Abbiamo di fronte un passaggio fondamentale che i cittadini percepiscono con chiarezza. E cioè ridare credibilità alla politica o regalare il futuro a quella che è antipolitica. Di fronte a questo bivio tutti devono assumere posizioni di responsabilità. È chiaro che laddove questa responsabilità e questo senso di responsabilità non dovessero esser percepiti a livello politico questo ci eviterà ogni dilemma”.


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