PALERMO – “Una fondazione intestata al missionario laico Biagio Conte”. A lanciare l’idea durante l’incontro è stato il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, durante un’iniziativa organizzata dalla testata La Repubblica Palermo nella sede della Missione Speranza e carità di via Decollati . Un incontro al margine del quale il titolare di Palazzo d’Orleans si è concentrato su numerosi temi: dal regionalismo differenziato al terzo mandato dei sindaci passando per viabilità regionale e lo stato della pubblica amministrazione isolana.
Una fondazione intitolata a Biagio Conte
“Il nome di Biagio rimarrà nelle nostre coscienze e in quelle di tutta l’opinione pubblica siciliana e italiana”, ha detto il governatore aggiungendo: “Credo che intitolare a lui una fondazione che si occupi non solo di sociale, ma anche di cultura, di giornalismo, che possa promuovere momenti di incontro è una cosa che gli dobbiamo come Istituzioni. Non dimenticherò mai le ultime parole che mi ha detto nel letto di morte. Mi ha raccomandato i poveri”.
Il presidente ha annunciato che su questa iniziativa si confronterà con il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e con il prefetto della città Maria Grazia Cucinotta. “La Regione è pronta a fare la propria parte per fare in modo che il nome di Biagio Conte non resti ancora solo a questa realtà ma trovi spazio in un dibattito anche culturale più ampio”.
Autonomia differenziata, “Calderoli conosce le nostre proposte”
Poi il presidente Schifani si è occupato della riforma dell’autonomia differenziata. “Apriremo una trattativa nel rispetto dei ruoli, ma siamo certi di trovare nel ministro Calderoli e nel premier Meloni una valida interlocuzione. Noi siamo coloro i quali fanno le barricate, a volte certe riforme stimolano dei processi di miglioramento endogeno e se è così ben vengano. Non c’è alcun pericolo di creare un ulteriore divario tra Nord e Sud. quando il Parlamento vigila sono sereno”.
Per il governatore “il testo sull’autonomia è stato notevolmente migliorato rispetto alla prima bozza, si è abbandonato il riferimento alla spesa storica, si è dato più spazio al Parlamento e alle commissioni per pronunziarsi sui livelli essenziali di prestazioni – aggiunge Schifani – Al ministro Calderoli, con cui ci siamo incontrati, ho anticipato che porremo due questioni: il rispetto della insularità, inserita nel nuovo testo dell’articolo 119 della Costituzione, e la rivitalizzazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto”.
Lo stato dell’A19
Tra i temi trattati anche lo stato dell’autostrada A19. “Alla nota inviata ieri all’Anas ha fatto immediatamente seguito la convocazione di un incontro tra i vertici dell’azienda e un dirigente della Regione per il 9 marzo. Non faremo sconti a nessuno: la Sicilia non può e non deve essere considerata avamposto di un territorio non italiano”, ha affermato Renato Schifani. “Vogliamo capire – ha aggiunto – se ci sono responsabilità all’interno dell’Anas per avere ridotto in questo modo l’autostrada Palermo-Catania e nel caso agire di conseguenza”.
“Il sindaco di Catania? Deve esserci una candidatura inclusiva”
Sull’affaire amministrative a Catania il governatore non si esprime da detta una regola di metodo. “In questo momento, come sempre accade in questi casi, sono usciti vari nomi su cui non mi permetto di fare valutazioni. Quello che mi sta a cuore, invece, è individuare una candidatura inclusiva, e non divisiva, che consenta al centrodestra di andare unito sin dal primo turno e di vincere con ampio margine e con sicurezza”.
Governo contro il terzo mandato nei comuni sotto i 15mila abitanti
Sempre parlando di Enti locali il tema si sposta sulla proposta di estendere ai comuni sotto i 15mila abitanti la possibilità di realizzare un terzo mandato. “Ho scritto giorni fa al presidente dell’Assemblea regionale siciliana – ha raccontato Schifani -, rassegnando la contrarietà del Governo per forti, forti dubbi di incostituzionalità. Sarebbe una sicura impugnativa da parte del Governo dinanzi alla Corte costituzionale, vi sono dei precedenti”.
“E’ doveroso da parte del governo evitare che si possa legiferare non correttamente – ha aggiunto – per scongiurare che sindaci eletti con questa norma, una volta dichiarata incostituzionale, possano vedere in pericolo la legittimità dei propri atti in danno anche dell’interesse dei cittadini”.
La risposta al presidente del Tar
“L’endorsement del nuovo presidente del Tar Sicilia mi carica di ulteriore responsabilità. La fiducia sua e dei siciliani mi incoraggia ad andare avanti e non lasciarmi condizionare da esigenze territoriali di piccolo respiro piuttosto che da una politica fatta di riforme migliorative”. Lo sottolinea il presidente della Regione Renato Schifani in risposta al presidente del Tar Salvatore Veneziano, che ieri nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario aveva detto che “un aspetto negativo riguarda le possibili difficoltà della Sicilia riguardo al Pnrr. Si percepisce, come già lo scorso anno, una pubblica amministrazione che arranca, già sull’ordinario. Occorre quindi uno scatto di orgoglio”.

