Sì alla proroga per 7000 precari | C'è un altro anno per stabilizzare

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Commenti

    Da buoni politichesi di periferia …. continuiamo con il medioevo…………

    fanno sempre cosi’ danno un po’ di ossigeno e dopo agosto si sentiranno di nuovo presi per la gola e strozzati, cosa faranno? un altro rinnovo? altre promesse?, si puo’ vivere sempre in ansia di anno in anno, fra proteste ed altro e i sindacati che dicono che quest’anno che verrà sarà quello giusto etc, non è la canzone di lucio dalla, è una triste realtà che si ripete anno dopo anno promesse su promesse, debiti su debiti, tenuti alle catene come schiavi al remo della galea.

    Precari e forestali.Forestali e precari.Sempre la solita musica.La Sicilia andrà sempre peggio con questa sinfonia.

    “Ci sono alcuni comuni – denuncia Figuccia – che al di là della pianta organica nella fase di stabilizzazione stanno dichiarando che alcuni soggetti sono inidonei”….Cioè il comune si assume la giusta reponsabilità di non avallare assunzioni inutili e questo qua come al solito si atteggia a populista!

    Ecco … perfetto…
    Ricorderei all’assessore Grasso e a tutti i deputati dell’Ars, che esistono ancora altri lavoratori senza contratto e quindi senza contributi: i lavoratori ASU, così denominati in quanto impegnati in attività socialmente utili dal 1997. Noi non siamo neanche considerati precari in quanto non abbiamo mai avuto un contratto a termine… siamo ancora più anonimi… quindi non è assolutamente vero che con la stabilizzazione di questi 7000 contrattisti si risolve il problema del precariato a carico della Regione Sicilia.

    I politichesi tengono per la gola i componenti di questo bel bacino ai soliti fini elettorali …… e loro faranno di buon grado le vittime sacrificali agli incolti feudatari…..

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

...vorrei vorrei vorrei /Che bella tiritera… /Ti sembra la maniera... per un deputato di opposizione avere solo desideri? Nessuna indicazione su cose da fare e come farle, mentre Schifani vive tranquillo in attesa che il frutto gli cada dritto dritto sulla scrivania. Lui, il Presidente, conosce i tempi. Ha atteso immobile che l'aumento delle tariffe dei traghetti arrivassero a compimento e “subito” ha convocato la riunione decisiva. Risultato: tutto fatto! Battiam le mani, viva il Presidente! Pensa tu se la riunione l'avesse convocata per tempo, il risultato sarebbe stato uguale, ma senza applausi. E in queste ore mentre all'aeroporto di Catania sono stati persi 700 voli che da qui a domani diventeranno 1000 e chi sa quanti ancora, e c'è chi dice che in auto la tratta Fontana Rossa-Falcone Borsellino è arrivata a costare pure 800 euro, il Presidente dichiara che la Regione interviene per alleviare i disagi. Evviva! Ma il più bello è solo annunciato: l'aeroporto di Catania si può spostare... Beh, che bella idea Presidente! Veramente originale. E noi ci trastulliamo con i due modi di guardare la Sicilia. Balorda nostalgia!

Non si può commentare, mi spiace ma sembrano considerazioni di un presidente che vive in un'altra regione. Piuttosto che chiedere scusa per i gravi disagi arrecati ai viaggiatori, turisti e non, si autoincensa dicendo che stiamo facendo il possibile. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Quella dello scalo Fontanarossa è ormai un problema strutturale, capisco che non si può mettere un tappo al vulcano ?, ma quale piano di emergenza hanno previsto sia la Sac che la regione? Oltre il danno la beffa per i viaggiatori costretti oltre che a soste interminabili senza informazioni, taglieggiati dai tassisti o altri privati che chiedono fino a € 800 per arrivare a Palermo. Ormai il re è nudo e non ci resta che aspettare le prossime elezioni per un altro giro di giostra.

È facile oltre che scontato essere d'accordo nel merito. Il vero problema, che poi è quello che fa la differenza, è rappresentato dalla palude che sta intorno, dal lezzo del malaffare che spazia dalle nomine affaristiche ad proclami farlocchi e dalla incapacità di essere incisivi e rigorosi nel sapere affrontare e risolvere i veri problemi dei siciliani. Come si può accettare ancora oggi una Sicilia per buona parte senza acqua, senza strade e ferrovie, con una sanità commissariata, in preda agli incendi etc...

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