Province, all'Ars il piano per rinviare le elezioni del 15 dicembre

Province, all’Ars il piano per rinviare le elezioni del 15 dicembre

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Commenti

    giustissimo il ritorno all’elezione diretta nelle province, sbagliata la fretta.
    Reintroducete elezioni dirette, consiglieri provinciali, giunte provinciali….ma con calma, prevedendo le elezioni nel 2027 o 2028 non ora!
    Gatta frettolosa fa i gattini ciechi.

    Quindi intanto fate votare il 15 dicembre o ad aprile 2025 con elezioni di secondo grado. Da qui alla fine della legislatura, quindi entro il 2027, approvate con calma reintroduzione di province, elezioni dirette, consiglieri provinciali, giunte provinciali, in modo tale da prevedere elezioni provinciali in autunno 2027, in primavera 2028 o in autunno 2028, quindi dopo elezioni comunali e regionali.

    Cinquestelle, Pd e Nord CHiama Sud votino a favore della reintroduzione delle province, con previsione di elezioni dirette provinciali nel 2027 o nel 2028.
    E il sistema previsto sia proporzionale puro senza sbarramenti.
    Siano poi previsti stipendi per consiglieri e assessori e presidenti provinciali perchè ovviamente non si lavora gratis e pagati si hanno più stimoli.
    Infine siano previste le sedute di consigli provinciali e giunte provinciali in videoconferenza. Sarebbe un vantaggio enorme sia per consiglieri provinciali e assessori sia per lo stato sia per la collettività.
    Infatti i consiglieri in generale (e soprattutto i consiglieri e assessori residenti nei paesi interni) risparmierebbero soldi, tempo, salute ed eviterebbero di recarsi a Palazzo Comitini.
    Si eviterebbero contagi e quindi si garanteribbero massima efficienza di consiglieri e assessori.
    Si eviterebbero assenze (con video conferenze e smart working consiglieri e assessori si potrebbero collegare anche in caso di influenza o problemi di salute).
    Si risparmierebbero milioni di euro di rimborsi di viaggio, vitto e alloggio per i consiglieri e assessori residenti fuori Palermo.
    Si risparmierebbero inquinamento e benzina per i trasferimenti.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Ma l'on Tomarchio lo sa che lui fa parte di un partito dove il promotore piu deciso era l'on Altero Matteoli che solo per un soffio non riusci a realizzarlo (cadde il governo Berlusconi ) e solo qualche anno fa piangeva per non averlo potuto realizzare. Se la pensa cosi farebbe meglio a cambiare partito .

Il problema non è attraversare lo Stretto. È vero non tutti sanno nuotare, ma di solito non lo facciamo a nuoto. Il vero problema, eventualmente, è raggiungerlo. E qui, il ministro avrebbe avuto tutto il tempo per fare di più su strade e ferrovie.

È meglio prendere i soldi per il ponte e destinarli ad altre priorità: lavoro, infrastrutture , l'acqua e sanità. Non tutti i Siciliani vogliono il ponte. Troviamo un modo che i giovani Siciliani non fuggano più. Farsi dettare l'agenda politica da Salvini per noi Siciliani è da masochisti.

Bisogni primari ok, tra questi i trasporti, Mulè non ne parla, perchè? Eppure questo è un dramma di lunga storia . Tutto è fortemente conneso e senza infrastrutture e strutture di collegamento e trasporto la qualità e la quantità viengono meno. In politica ci vuole coraggio, l'abito richiede il taglio e il cucito.

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