Quando finisce un amore | Si divide il centrodestra etneo - Live Sicilia

Quando finisce un amore | Si divide il centrodestra etneo

A Catania lo scisma nel Pdl ha costretto un nutrito plotone composto da deputati isolani, onorevoli, senatori e coordinatori di partito a scegliere se restare col Cavaliere o andare con Alfano. E, sullo sfondo, c'è ora la partita legata ai gruppi da formare nei vari consigli comunali. A partire proprio dal capoluogo etneo.

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CATANIA. Magari non sarà stata la notte dai lunghi coltelli ma di sicuro la scissione maturata, due giorni fa, all’interno del Pdl nazionale ha finito con lo scoprire le carte in tavola anche nel centrodestra catanese. Del resto, alle falde dell’Etna c’era chi aveva provato a campare di rendita stando con un piede qua ed uno di là. In attesa di una collocazione: ergo, in attesa di comprendere quale fosse il treno migliore da prendere. Adesso, però, dopo l’implosione pidiellina (in fin dei conti annunciata da tempo) è arrivato inevitabilmente il tempo delle scelte. E non è più mica una questione di falchi o colombe. E nemmeno di correnti o di dover preservare rapporti di amicizia ultradecennali. In ballo c’è la visione stessa della politica e, probabilmente, del modo stesso di fare politica.

E se in politica la forma è anche sostanza, a Catania quasi paradossalmente sono gli ex An che hanno finito col restare fedeli al Cavaliere. Una presa di posizione inequivocabile dettata da una parte nel non voler affatto seguire le aspirazioni da “grande centro” proposte da Angelino Alfano e che schiacciano l’occhio agli esuli di Scelta Civica ed all’Udc; dall’altra, nel non credere in alcun modo nella riproposizione di un partito che stia a destra del centrodestra come quel Fratelli d’Italia “ideato” dall’ex ministro Ignazio La Russa o come le rivendicazioni alleanzine di un altro ex (alla vicepresidenza del Senato) Domenico Nania. Ed allora, ecco che nella squadra di Berlusconi restano il deputato nazionale Basilio Catanoso attuale presidente provinciale del Pdl; il deputato regionale Salvo Pogliese che, però, non ha votato il documento presentato in consiglio nazionale dove si sancisce la (ri)nascita di Forza Italia e che lunedì pomeriggio riunirà gli amministratori che gli sono vicini; il sindaco uscente del capoluogo etneo, Raffaele Stancanelli, rimasto fedele a Maurizio Gasparri. Ed ancora, nella lista pro-Cav c’è Marco Falcone e, sempre a proposito di ex, anche l’ex fedelissimo di Castiglione, il senatore della Repubblica Vincenzo Gibiino. Non tutti, però, sono convinti del nome. Quella scelta, “Forza Italia”, proprio non va giù a tanti. “Praticamente piace solo a lui”, spiega una fonte presente al consiglio nazionale di venerdì: ovvero, piace solo a Berlusconi. Ma tant’è.

Sul versante opposto, si è delineata anche l’altra squadra conseguenza diretta dello scisma. A Catania, seguono Alfano, il coordinatore regionale del Pdl e sottosegretario Giuseppe Castiglione; il senatore paternese Salvo Torrisi; il capogruppo del Pdl all’Ars, Nino D’Asero; l’eurodeputato Giovanni La Via ed, ovviamente, l’oramai ex riferimento isolano del cavaliere e sindaco di Bronte, Pino Firrarello. “Siamo pronti a dialogare per uscire dalle emergenze che attanagliano la Sicilia e l’Italia”, spiegano.

Sta di fatto che il fuoco incrociato tra le due anime dell’ormai superato Pdl è appena cominciato. Perchè quella in atto è una scissione che, ora, si appresta a vivere una seconda fase: le due anime del centrodestra si preparano, infatti, a fare la conta degli amministratori sparpagliati per la provincia e a dar vita a nuovi gruppi all’interno dei consigli comunali. A partire da proprio dall’assise catanese, in un’altra partita nella partita tutt’altro che scontata. Il primo vero terreno di sfida è già servito.


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Commenti

    AHAHAHAHAH..che ridere, mentre la Sicilia va al fosso loro devono decidere con chi stare per capire cosa possono ricevere e spartire.Grande Silvio, tu si che sai prendere veramente tutti per il c….o!Alla faccia dei valori, degli ideali e di tutte le cxxxxxx che avete sempre detto.

    finalmente un esercito di volti ed idee nuove! La preistoria esce fuori dalle grotte con in mano la clava, solo che siamo nel 2014. Chi crederà a questa gente?

    Siamo pronti a dialogare per uscire dalle emergenze che attanagliano la Sicilia e l’Italia”, spiegano.
    riporto questo pensiero e rispondo…
    la vera emergenza sono stati gli anni che avete rubato a questa terra, con la complicità di una parte ottusa di popolo siciliano.
    il resto sono solo chiacchere e poltrone .

    Firrarello in giunta con Crocetta

    Che fine ha fatto la croce celtica degli ex AN?Mi sa che Silvio si è preso un compro oro e le avete portate tutte la..
    Mentre in passato avevo un po’ di considerazione per qualcuno di questi signori, oggi non mi fanno neanche ridere..mi chiedo che fine avrebbero fato ai tempi della rivoluzione Francese!

    Che fine avrebbero fatto

    ma veramente c’è chi crede a questo “divorzio”??? ma se è una farsa!!!
    la nuova formazione servirà a raccogliere i voti di chi, a destra, è nauseato da Mr B, ma l’uno aiuterà l’altro, sempre col fine di preservare gli interessi di Mr B.
    è solo un’altra partita del risiko che ha visto alternarsi Crocetta-Lombardo, Bianco-Stancanelli al solo scopo di preservare gli interessi forti che stanno dietro le quinte dello scadente teatrino.

    oggi berlusconi è il vero uomo di destra . se ne pentiranno

    Berlusconi resta il capo…. ovviamente purché ci sia lui … tanto io sto con Nello Musumeci……

    si, è poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata.

    Che tristezza vedere che fine hanno fatto i “camerati ” Pogliese, FAlcone etc. Mi chiedo: Catanoso che è sempre vissuto all’ombra di Pogliese ora che si è smarcato, pensa ancora di avere un futiro politico, soprattutto senza porcellum? Alle prossime elezioni , nazionali ma anche regionali, ne vedremo delle belle!!

    scompariranno tutti spazzati via dalla gente che ormai è stanca delle fesserie di B.

    Ma dai..si capisce subito che questa è la strategia di zio silvio e di zio pino…per rispondere a Renzi. Avensi paura che Matteo Renzi intercetti l’elettorato di centro… Si staccano da Silvio che pesca più a dex. La prova di lealtà sará il voto contrario alla decadenza. TUTTA UNA FARSA..ANCHE IL MALORE…TUTTA UNA FARSA.

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