Quei mesi di Scarantino a Imperia | Divergenze nei ricordi di 2 poliziotti

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Confronto tra l'ex capo della Mobile della cittadina ligure e la sua vice.

quarto processo per la strage di via d'amelio
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1 min di lettura

CALTANISSETTA – Restano ancora, anche al termine del confronto, alcune divergenze tra le dichiarazioni dei poliziotti Salvatore Coltraro e Francesca Peppicelli sul periodo in cui il falso pentito Vincenzo Scarantino viveva a San Bartolomeo a Mare, in provincia di Imperia, città in cui prestavano servizio i due. Coltraro, ex capo della Mobile di Imperia, durante il confronto con la sua ex vice nel corso del quarto processo per la strage di via D’Amelio, ha confermato alla Corte d’Assise nissena di avere saputo dal collega Vincenzo Ricciardi che a Imperia erano presenti alcuni componenti del gruppo investigativo che si occupava delle stragi, mentre Peppicelli, ha detto di aver visto poliziotti che non appartenevano al loro ufficio, ma di avere pensato che si trattasse di componenti del Servizio centrale di protezione.

“Non ho mai sentito parlare di gruppo investigativo Falcone-Borsellino”, ha detto la poliziotta. Coltraro, inoltre, ha confermato di avere accompagnato Scarantino in Questura a Genova quando doveva essere interrogato, dicendo di ricordare che tra coloro che accompagnavano il pentito c’erano anche un tale ispettore De Falco e talvolta la stessa Peppicelli. Quest’ultima ha però detto nuovamente di non ricordare di essere mai andata a Genova per accompagnare Scarantino. Nel processo sono imputati di strage Salvo Madonia e Vittorio Tutino, mentre di calunnia rispondono i falsi pentiti Vincenzo Scarantino, Calogero Pulci e Francesco Andriotta. La Corte ha rinviato l’udienza al 15 giugno per l’inizio della requisitoria e ha fissato come successive udienze quelle del 16 giugno, dell’11, 12, 13 e 14 luglio. I giudici hanno comunicato che verranno fissate ulteriori udienze per il mese di settembre, quindi la sentenza arriverà dopo l’estate.

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