ROMA – “Certamente le registrazioni che abbiamo a disposizione dipingono un clima di ostilità nei confronti di Lucia Borsellino”. “Ma proprio il fatto che abbiamo dovuto ricostruire quel contesto attraverso una faticosa opera di connessione e incastro fra tanti discorsi spezzettati nel tempo è un’ ulteriore conferma che l’intercettazione di cui tanto di discute non esiste”. Così il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi in un’intervista al Corriere della Sera. “Se fosse esistita – continua il procuratore – l’avremmo certamente utilizzata nel procedimento, perché nei termini in cui è stata diffusa sarebbe stata la dimostrazione plastica dei rapporti difficili all’interno del sistema sanitario regionale. Avrebbe fatto comodo alla tesi dell’accusa, ma non c’è”. Il magistrato ammette che senza la rivelazione del presunto colloquio, il caso Crocetta-Borsellino non sarebbe esploso in modo così dirompente: la lettera di dimissioni della Borsellino, afferma Lo Voi, “era stata trattata come polvere nascosta sotto il tappeto. Ed è il sintomo di un’altra anomalia italiana”, “la tentazione di agganciare ogni tentativo di ribaltamento degli equilibri politici a qualche iniziativa della magistratura; come se la politica avesse sempre bisogno di un appiglio giudiziario a cui attaccarsi, prima di muoversi”. “È una situazione che si protrae da tempo, anch’essa indice di rapporti istituzionali alterati; se si vuole modificare un determinato quadro politico, a livello nazionale o locale, lo si faccia, ma senza tirarci in ballo”. “Il nostro compito è fare indagini e processi, non altro. Senza doppi fini. E senza intenti pedagogici, aggiungo io”. (ANSA).
"Se si vuole modificare un determinato quadro politico, a livello nazionale o locale, lo si faccia, ma senza tirarci in ballo. Il nostro compito è fare indagini e processi, non altro".
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