Scusate, chi ‘comanda’ a Palermo? Lo scriviamo tra gli apici, ma lo scriviamo. Comandare – beninteso – nel senso del controllo del territorio che auspicabilmente spetterebbe ai buoni. Ma da qualche tempo a questa parte ci pare che i cattivi esondino con le loro azioni.
Chi ‘comanda’ a Palermo, se è vero che le intimidazioni del racket continuano, nonostante le rassicurazioni del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi? Non puntiamo il dito, sappiamo quanto sia difficile organizzare il servizio con questi chiari di luna e saremo sempre grati a chi, al massimo delle sue possibilità, sfiorando l’impossibile, lavora sul campo.
La paura degli imprenditori
Ma chi ‘comanda’ a Palermo, se gli imprenditori taglieggiati, ogni notte, vivono la paura di un nuovo attentato e magari la confidano, sottovoce, scrutando le telecamere, senza riposo. Perché temono? Come vengono presidiate le ore notturne, le più adatte alla violenza dei vili?
Sì, le promesse ministeriali... Sì, la politica che mette insieme le carovane della solidarietà. magari anche per non farsi ‘rubare’ il territorio dalla concorrenza partitica… E poi, appena due giorni fa, il bar ‘Cherì’ viene nuovamente sfregiato.
Mentre in città si comincia a respirare una pericolosa aria di assuefazione. Mentre, cioè, i coraggiosi cominciamo fatalmente a pensare quanto sia alto il prezzo pagato. Mentre i silenziosi tacciono ancora di più. E’ brutto dirlo? Sicuramente lo è, perché l’omertà racconta soltanto l’ombra del peggio e va fermamente rigettata. Tuttavia, chi può negare la verosimiglianza dell’assunto? Nel frattempo, la droga scorre…
La rissa e la violenza
Chi ‘comanda’ Palermo, se scoppia una tremenda rissa in via Maqueda, nel centro storico. Chi ascolta il lamento giustificato dei residenti. Lo riproponiamo, casomai servisse a qualcosa: “Fino a quando c’era il poliziotto di quartiere anche questo tratto abbandonato della zona pedonale era tornato vivibile – dicono i residenti – non c’erano state più risse e gli spacciatori che presidiano la zona erano spariti. Da alcuni giorni il presidio di polizia non c’è più e sono tornati di nuovo alla carica questi giovani che hanno sempre atteggiamenti violenti e tendono a controllare la zona”.
Scusate, scusate tanto, scusate l’ardire. Però, noi il grido di una città lo ascoltiamo. Lo percepiamo forte, drammatico e chiaro. Scusate, chi ‘comanda’ a Palermo?
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