Ragazzo dello Zen, posa la pistola

Ragazzo dello Zen, lascia la pistola e scegli la forza di una vita normale

Ragazzo dello Zen, l'arma in mano è solo un segno di viltà
POLVERIERA ZEN
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2 min di lettura

Ragazzo dello Zen, chiunque tu sia, posa la pistola, scegli il coraggio e la forza di una vita normale. Perché quell’arma che credi indice di forza e di coraggio è il simbolo della debolezza, della viltà. Non ci vuole niente a fare paura a chi è inerme, se tu sei armato. Ma la vera fermezza sta altrove, molto lontano da lì.

La violenza sprigiona un incantesimo malefico. Se brandisci un’arma e non hai altro da dire, due sono le cose che possono accadere: o incontrerai qualcuno con un ‘cannone’ più grande e saranno guai per te, o farai del male a un innocente, spegnerai la sua vita e perderai la tua, con coloro che ami, per tua massima colpa.

Non c’è eroismo negli spari addosso alla porta di una parrocchia, riparo di un prete tenace e gentile. Non c’è niente di memorabile nell’esaltazione dell’odio contro la bontà. Non c’è nulla di sano nel pensare che non andrai mai oltre il ghetto che ti hanno costruito intorno.

Invece, è sempre una scelta, anche in condizioni complicate. Degrado e abbandono esistono, ma tu puoi decidere di non esserne il manifesto vivente, destinato a un’esistenza di cattività dietro le sbarre di un carcere, di un pregiudizio.

Sai che cos’è il vero coraggio? Appartiene alle madri che stanno combattendo, proprio allo Zen, per salvare i figli. Donne che lottano strenuamente, contro le zone malate, i pregiudizi, l’intolleranza e la cattiveria, che sperimentano ferite dolorosissime e hanno un lungo album di cicatrici. Eppure, non si arrendono.

Questa è la vera forza, ragazzo dello Zen. La sparatoria di Capodanno sceneggia la debolezza di chi si sente indifeso. Una brutale confessione della propria inadeguatezza, affidata – sbaglio gravissimo – a un oggetto di morte.

Ascolta le parole di Don Corrado, il nostro arcivescovo: “Ostentare queste forme di violenza e di aggressione è segno di debolezza, oltre che di grettezza e di sottosviluppo umanoChi usa violenza non è un uomo, è un bruto, un mostro”. Tu sei ancora in tempo.

C’è valore nel costruire una vita normale, passo dopo passo, affrontando la scalata. C’è sostanza nel mettere insieme i sentieri che, ogni sera, ti riportano a casa, onesto, sano e salvo, ragazzo dello Zen. C’è onore nel ricamare sorrisi e pace, ogni giorno. Senza avere mai sacrificato nessuno. Nemmeno te stesso.

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