Rap, conto da 123 milioni| Ecco quanto ci costerà nel 2015

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La cifra è contenuta nella delibera di giunta di approvazione delle nuove tariffe della Tari e tiene conto sia del tasso di inflazione che del recupero di produttività, senza dimenticare il 10% di iva da pagare (oltre 10 milioni di euro) come da contratto di servizio.

Palermo
di
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PALERMO – Quasi 123 milioni di euro: tanto costerà ai palermitani, nel 2015, la Rap, la società che ha preso il posto dell’Amia. La cifra è contenuta nella delibera di giunta di approvazione delle nuove tariffe della Tari e tiene conto sia del tasso di inflazione che del recupero di produttività, senza dimenticare il 10% di iva da pagare (oltre 10 milioni di euro) come da contratto di servizio.

Ma cosa è previsto che faccia la Rap? A descriverlo minuziosamente è il piano finanziario predisposto dall’azienda che elenca ben 12 servizi: raccolta dei rifiuti urbani, di quelli abbandonati, differenziata, spazzamento, svuotamento cestini, diserbo, derattizzazioni, rimozione di inerti e alghe, rifiuti del canile, servizi domenicali e festivi e a richiesta.

Servizi calibrati anche a seconda delle zone, come nel caso dello spazzamento di 1.200 chilometri di strade: solo nel 4% dei casi è giornaliero, è a giorni alterni nel 6%, due volte a settimana nell’8%, una volta a settimana nel 28%, mensile nel 24% e quindicinale del 30%. In totale Rap raccoglie 340mila tonnellate di rifiuti l’anno, di cui 25mila di differenziata e 50mila di rifiuti abbandonati. Il servizio la domenica e i festivi, quando in teoria non si possono gettare rifiuti, è invece ridotto.

I 123 milioni (che comprendono anche i costi di Palermo Ambiente in liquidazione) saranno finanziati interamente dai palermitani con il pagamento della Tari.

 

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