PALERMO – Gli agenti delle sezioni antirapina di Palermo e Torino hanno arrestato un palermitano di 26 anni, Emanuele Rubino, ritenuto responsabile di rapina aggravata in concorso e ricettazione. La vicenda risale allo scorso 12 febbraio, quando nel capoluogo piemontese, via XX settembre, due banditi misero a segno un colpo nella gioielleria “Trumaz”. Poco dopo fu arrestato in Sicilia un diciassettenne, D.R.G., di Palermo. Il minorenne era entrato in gioielleria dicendo di voler acquistare un orologio per fare un regalo alla fidanzata in vista di San Valentino. In negozio entrò il secondo rapinatore, travestito da postino, che aveva estratto una pistola. Ne era nata una colluttazione a conclusione della quale il finto postino avrebbe avuto la peggio se non fosse stato difeso dal suo complice, intervenuto con uno spray urticante. La scena è stata ripresa da una telecamera a circuito chiuso. Il gioielliere, più volte colpito al volto con il calcio della pistola (subì fratture ed ecchimosi), fu costretto ad aprire la cassaforte dalla quale i malviventi prelevarono gioielli per un valore di oltre trecentomila euro. Le analisi sui tabulati del cellulare di D.R.G. hanno consentito di risalire a Rubino: da quel numero, infatti, erano partite le telefonate – nella data della trasferta torinese – sia alla famiglia del minorenne che a quella di Rubino. L’antefatto era stata la rapina in danno di un postino di Moncalieri, privato di scooter e divisa di Poste italiane, gli stessi utilizzati da Rubino per l’assalto in gioielleria. Casco e ciclomotore sono stati abbandonati poco dopo la rapina e il dna estratto da qualche ciocca di capelli trovata sul casco, con pressoché assoluta certezza, corrisponde a quello di Rubino. (ANSA).
La vicenda risale allo scorso 12 febbraio, quando nel capoluogo piemontese, via XX settembre, due banditi misero a segno un colpo nella gioielleria "Trumaz".
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