Referendum, decide il voto contro | Chi può “affossare” il Sì e il No - Live Sicilia

Referendum, decide il voto contro | Chi può “affossare” il Sì e il No

In tanti voteranno solo perché "contrari" a qualcuno. Ecco i possibili "controtestimonial".

La riforma costituzionale
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PALERMO – A volte, due più due può fare tre. Succede, ad esempio, nel gioco delle dichiarazioni di voto in vista del referendum. Nella corsa, cioè, verso le adesioni al Sì e al No. Il premier Matteo Renzi ieri in Sicilia ha scavato un po’, alla ricerca di qualche nuova falda di consenso. Si è giocata la carta della “decontribuzione” per le aziende che assumeranno, nuovi interventi per l’agricoltura, nuovi piani per gli investimenti. Finito il suo intervento, però, scopri che impegnato in convenevoli, saluti, baci e abbracci, all’ingresso del Teatro Politeama, è Giuseppe Castiglione. Sottosegretario renziano, ex assessore regionale – non a caso – all’Agricoltura ed esponente siculo del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano. Un ex berlusconiano, insomma, alla kermesse dei renziani. E in tanti, tra i nostalgici comunisti che una volta votavano sulla scia dell’altro padrone di casa di ieri, cioè l’assessore Antonello Cracolici, avranno storto il naso. Gli alfaniani portano o tolgono ossigeno al Sì?

Dagli alfaniani a Crisafulli

Una risposta forse l’ha già fornita ieri il Fatto quotidiano, filmando l’arrivo di alcuni anziani a un convegno a Roma sulla Sanità, sfruttato per rilanciare il Sì. “C’è anche Alfano? Se l’avessi saputo non sarei venuto…” ha commentato uno di loro. Eccolo un possibile “contro-testimonial” del Sì. Ma in buona compagnia, ovviamente. S’è espresso in questo senso, ad esempio, il governatore Rosario Crocetta. E considerato il recente sondaggio che lo vede all’ultimo posto nella classifica di gradimento tra i presidenti di Regione, è chiaro che l’appoggio alla riforma di Renzi rischia di essere un autogol per il premier. Che quantomeno l’ha scampata bella ieri, al Politeama: il governatore non c’era, impegnato in conferenze internazionali in Marocco. Da decodifcare, invece, l’effetto-Crisafulli. Da capire, cioè, quanto l’adesione di quello che fu considerato un impresentabile, additato da Pif al ludibrio della platea della Leopolda, possa portare acqua al mulino del Sì. Ma come? Proprio Mirello, Mirello il reprobo, quello che non merita di stare nel Pd?

I transfughi di Cardinale

In effetti, dentro e intorno al Pd nel frattempo è giunto chiunque. Da qualunque parte. E così, bisognerà comprendere quanto l’effetto dei “transfughi” possa ricadere su un referendum che è anche e soprattutto un referendum su Renzi. Ce n’erano tanti, in platea ieri. C’erano i cuffariani-dem come Valeria Sudano, i cuffariani quasi-dem come Totò Cascio e Luisa Lantieri, c’erano gli ex democristiani-dem come Luca Sammartino, gli ex-autonomisti-dem come Paolo Ruggirello, e poi c’erano persino gli ex-belusconiani quasi-dem come Michele Cimino, impegnatissimo, quest’ultimo, nella campagna per un Sì che cambi davvero il paese. Lui nel frattempo ha cambiato completamente sponda politica, passando con disinvoltura dai fasti di Forza Italia alla maggioranza di Crocetta. Insieme a lui, tra le prime file, un altro politico incline al ‘cambiamento’ come Salvo Lo Giudice. Questi ultimi, hanno trovato consacrazione nel movimento Sicilia Futura di Totò Cardinale, pifferaio magico in grado di condurre verso Renzi (tramite il sottosegretario amico Luca Lotti) gente proveniente da ogni punto cardinale della politica siciliana. Tutti mobilitati per il Sì. Ma non è che alla fine tanti “ortodossi” di centrosinistra storceranno il naso e preferiranno il No, piuttosto che aprire i cancelli del loro mondo?

La paura a cinque stelle

Ma quale mondo? Verrebbe da dire. Perché nel frattempo, ad esempio, persino la Cgil e i partigiani, che una volta erano fibre della muscolatura del centrosinistra, hanno ufficialmente preso posizione per il No. Ma insieme a chi? Ad altri “controtestimonial”, in grado di spostare, solo “di rimbalzo” il voto dall’altra parte. Prendi il Movimento cinque stelle: se vai oltre i confini (ampi, oggi) del loro consenso, trovi una generalizzata diffidenza, se non paura. E così, è assai diffuso il voto “contro di loro”. In questo caso, però, ecco la variabile impazzita: come reazione al movimento grillino, si scelgono strade diverse. È il caso ad esempio di quanti – uno di questi è l’ex governatore Salvatore Cuffaro – vede nel Sì il rischio che troppi poteri possano finire a un governo in mano ai Cinquestelle. Per i renziani, invece, il Sì è puntello proprio per rintuzzare, anche in vista delle politiche, l’espansione grillina. Chi avrà ragione?

Cuffaro, Ingroia, Schifani

A proposito di Cuffaro, poi, è davvero un assist per il No, la presa di posizione dell’ex presidente che aveva giurato di non volersi più occupare di politica? Qui si dirà: il referendum è altra cosa, ci mancherebbe. Ma intanto, i reduci cuffariani, come Saverio Romano, spingono, insieme a Denis Verdini, per il Sì. Cuffaro non è in sintonia nemmeno con i suoi? E l’endorsement di un presidente condannato per favoreggiamento alla mafia, facilita o rallenta la corsa dei No?

Intanto, potrebbe non essere esattamente un incoraggiamento al No la presa di posizione dell’ex pm Antonio Ingroia, almeno stando ai numeri: quelli cioè deprimenti del suo primo e unico tentativo politico con Rivoluzione (e Azione) Civile. E lo stesso potrebbe valere per Forza Italia: i berlusconiani, guidati oggi nella campagna referendaria da Renato Schifani, vivono la contraddizione di aver provato a farla, la riforma, insieme a Renzi. E fino a un certo punto della storia, di averla anche votata. Così, il No azzurro rischia di somigliare a un capriccio che si presta bene alle tesi di chi spinge per il Sì. Eccoli, i possibili voti “di rimbalzo”. La vittoria del Sì o del No, potrebbe essere figlia dei “voti contro”. Perché a volte, due più due, in politica, fa tre.


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Commenti

    Sinceramente non saprei chi è meglio tra Castiglione e Cracolici, è ovvio che con le nuove facce della Kermesse di ieri al Politeama il PD ha completamente archiviato la memoria del pensiero morale in politica seminato da Berlinguer, Moro , La Torre e Mattarella( Piersanti ).
    Con questa motivata convinzione voterò NO!

    Potremmo dire attenti a quei 6 (della foto),
    dovendo scegliere, però, scelgo il NO !

    Da sempre il referendum viene “affossato” dalla superficialità. Figurarsi uno come questo dove il quesito stringato guida un convoglio di norme importanti delle quali ssimi sanno parlare. E allora la semplificazione delle messaggerie d’informazione procedono con categorie approssimative ed il nocciolo delle scelte viene mutato in “altro”. Grillo o crocetta, Cuffaro o schifani. C’è pure chi risveglia il moloch Gelli. E la riforma approvata diventa la clava di Renzi contro gli italiani oppure il treno dei desideri. Andrò a votare, lo ho sempre fatto. Ho paura che se non vado abituerò qualcuno a fare a meno del mio voto. E voterò con la coscienza di scegliere quello che ho capito e riterrò utile per me cittadino. Tutto il resto appartiene ad un altro momento, dove spero di non incontrare tra i candidati tutti quelli che vengono citati tra gli “affossatori” e tanti altri che staranno meglio nel museo del già visto di questo paese.

    Penso che il voto referendario sarà di fatto un voto sul governo Renzi pesantemente condizionato dalla situazione generale di crisi economica profonda.Il nasometro sembrerebbe propendere per una vittoria del NO peraltro di larga misura(i sondaggi ufficiali invece ci parlano di una partita ancora giocabile). Vedremo.Oggettivamente se la si mette su di un piano meramente tecnico trattasi a tutti gli effetti di una riformaccia.Anche se non credo che gli elettori del SI e del NO si siano presi la briga di leggerla veramente.

    Sono tutti impresentabili, sia quelli del Si che quelli del NO. Quindi megluio andare a leggere e a capire su cosa si sta votando. Ed è assolutamente NO!

    Beh, per quanto attiene Ingroia vale la pena ricordare che comunque 800mila voti alle ultime politiche li ha presi. In un referendum serratissimo, si può dire che 800mila voti sono pochi per dare un contributo alla vittoria del NO? Io dico di NO…

    Cardinale.

    Basta sapere che lui vota SI per votare ancora più convintamente NO.

    Ma Renzi lo ha capito che se si fa vedere con certa gente perde parecchi punti????

    Io sono contento così…!

    ricordo Indro Montanelli che espresse il suo voto TURANDOSI IL NASO.
    In questo referendum c’e’ da turarsi il naso e trovare il coraggio per esprimere un voto
    secondo coscienza!
    un clima referendario assurdo, privo di un confronto per il bene della Nazione.

    La democrazia consiste nel fatto che è il popolo a decidere chi debba governare. Democrazia non significa avere regole e norme atte ad impedire di fatto ,a chi vince le elezioni ,di governare. Le motivazioni date da chi è interessato a mantenere un anacronistico status quo sono prive di qualsiasi logica e buon senso. Mi dispiace che tanti giovani si stanno facendo ingannare a votare no da chi ha solo interessi personali e di bottega x non far passare una riforma utile al paese. Se dovesse vincere il no sarà in occasione persa E forse irripetibile. Riflettete con la vostra testa prima di votare.

    alla fine l’articolo sostanzialmente punta ad un pareggio tra gli schieramenti. ma una cosa però mi sento di dire: chi rischia di più tra questi? chi è per il Si o chi è per il NO? il NO non cambia nulla, è chiaro, tutto rimane così com’è, e quindi non solo salva chi lo sostiene ma anche a quelli che sostengono il SI. Di contro chi sostiene il SI potrebbe sembrare che lo faccia con l’intendimento di buttar fuori chi sostiene il No. la verità è che dovremmo scegliere sul merito della cosa e non su chi ne sostiene le ragioni nei due fronti. quello che dicono di Cardinale i sostenitori del No, lo possono dire di Schifani i sostenitori del Si. io con chi sto? io sto con chi vuole il cambiamento e se dal caso ci mette la faccia. non sempre l’arroccamento delle posizioni è segno di intelligenza, il mondo cambia e la politica ha il dovere di cambiare anch’essa, per cui non mi fanno meraviglia quanti mettendoci la faccia e la propria posizione rischiano di persona., semmai mi fanno specie quanti, dopo aver approvato in via definitiva la riforma, con il loro No la rinnegano: sarà ritrovato amor di patria o perdurante amor di poltrona?

    per votare NO non c’è bisogno di turarsi il naso.

    A prescindere dei Renzi, Cardinale, Crisafulli, // D’Alema, Bersani, Berlusca, Salvini, Pomicino, De Mita.
    Per una volta che questi fantomatici hanno SBAGLIATO portando una riforma, bella o brutta che sia, alla fase finale, cioè al voto referendario (ma quando ci ricapiterà più) votiamo no ?
    Ma non esiste.
    SI fermo per dare inizio ai tagli della politica, poco o assai che siano.

    Dopo trentanni di tentativi, anche se con tanti mugugni e ricatti da ambo le parti,si è trovata una maggioranza che ha portato fino in fondo una ipotesi di cambiamento del sistema istituzionale di questo paese. Si poteva fare meglio, certamente si, ma l’ottimo spesso è il contrario di buono. I cittadini di questo paese hanno una straordinaria occasione per buttare una pietra nello stagno della politica, non possono non approfittare. Se riteniamo che l’attuale stato di cose non è più sopportabile, allora bisogna movimentare le acque e rischiare di andare a vedere cosa succederà. La riforma prescinde dall’attuale governo, del quale ognuno di noi può fare è dire di tutto, ma ci mette in mano la possibilità di sparigliare gli interessi contrapposti di chi dice No perché vorrebbe che tutto rimanesse com’è e di chi aveva detto di Si è adesso si schiera per il No. I giovani di questo paese non possono mancare di partecipare al cambiamento e gli anziani di essere accusati di non aver fatto nulla per disegnare un futuro diverso. Allora non vedo alternativa al partecipare affinché qualcosa cambi e voto Si.
    GioS

    la Costituzione non puo ‘ essere modificata tanto per rimuovere le acque stagnanti della politica.
    Stiamo attienti a quello che facciamo perche’ gli effetti delle modifiche non sono temporanei e facilmente riparabili!

    Alla corte di Renzi quanta gente che ha fatto da sponda dal centrodestra al centrosinistra. Ma Renzi non si vergogna di avere gente come Cardinale, Lanteri, Cascio, Cimino, Castiglione e tanti NCD che gli fanno perdere voti e consensi. Pur nel disperato tentativo di raccoglier qualche Si alla riforma ,Renzi si imbarca gente impresentabile. Meglio cosi. La sua venuta in Sicilia ha sancito la definitiva vittoria del NO domenica 4 dicembre. Vi spiego perché: ha detto che ci saranno assunzioni a pioggia, che farà strade, autostrade, ponte sullo stretto, gli agricoltori si arricchiranno, i precari verranno definitamente assunti e tante altre amenità del genere.
    Renzi crede ancora che i Siciliani abbiano la mortadella negli occhi? Hanno capito il bluff . VOTERANNO ANCORA DI PIU’ CONVINTAMENTE NOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!
    IL vento della politica di DESTRA DESTRA soffia forte in Europa e nel mondo vedi BREXIT e TRUP i USA. Vedrete in Francia con la vittoria della Le Pen, in Olanda, in Germani quando la Merkel verrà mandata casa alle prossime elezioni, vedrete in ITALIA prossimamente che succederà. Altro che M5S delle firme false e della signora Raggi a Roma dove dimostrano il loro fallimento totale.
    Non ci saranno alternative a un CENTRODESTRA UNITO alle prossime ed imminenti elezioni Politiche e Regionali in Sicilia. Il vento soffia forte verso DESTRA sia in Europa che in Italia. Vedrete presto altro che la gente del Politeama ad ascoltare il bullo Renzi: NO e poi NO al prossimo referendum sulla schiforma Costituzionale.

    Giovanni ad oggi abbiamo certificato sulla nostra pelle GLI EFFETTI DELLA NON MODIFICA. Mi sembra sia abbastanza.

    matteo sei grande,stai dando agli italiani il piacevole compito di mandarti a casa purtroppo usando uno strumento non idoneo,ma se da anni avete occupato abusivamente i palazzi del potere non dandoci democraticamente la facolta’di scegliere con il voto chi mettere alle nostre dipendenze per guidare il paese, lo faremo votando NOOOO in massa il 4 dicembre.gooo home matteo.

    se avessero veramente voluto abbattere i costi della politica i signori del pd potevano votare favorevolmente la proposta dei 5 stelle per ridursi lo stipendio,invece…..

    PER L’ENNESIMA VOLTA MIRELLONE GODE.

    caro Lorenzo, sino ad oggi abbiamo certificato sulla nostra pelle la MANCATA APPLICAZIONE DELLA COSTITUZIONE.
    Costituzione bella. rimasta sulla carta!

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