Referendum, voto No per difendere la legge

Referendum, voto No perché la legge sia davvero uguale per tutti

Il dibattito sul referendum, le ragioni del No

Tutti dicono che si voterà per la separazione delle carriere e finalmente avremo un giudice terzo, non condizionato dal Pubblico Ministero.

Ma per separare definitivamente le carriere dei Magistrati giudicanti da quelle dei Pubblici Ministeri non occorreva una legge costituzionale, perchè con semplici leggi ordinarie, nel tempo, la possibilità di passare da una carriera all’altra è stata ridotta sino a diventare praticamente impossibile.

Oggi, chi vuole cambiare carriera deve cambiare regione e lo fanno solo alcuni giovani magistrati fuori sede che vogliono avvicinarsi a casa : non sono certamente loro ( 20/30 persone l’anno) il problema epocale della giustizia italiana e aggiungo che nessuno pensò fosse un problema il momento in cui Falcone e Borsellino cambiarono carriera, passando da Giudici a Pubblici Ministeri e svolgendo molto bene entrambi i ruoli.

Invece, per cambiare la struttura del Consiglio Superiore della Magistratura, passando da un solo CSM a due CSM ed un’Alta Corte disciplinare occorreva cambiare la Costituzione.

E quindi, vero oggetto del Referendum non è la separazione delle carriere, ma la struttura del CSM, sul quale la politica entra a gamba tesa (è dai tempi di Tangentopoli che ci prova).

Il fallo a gamba tesa consiste nel negare in modo illogico e brutale alla magistratura intera, compreso migliaia di giudici civili che il PM non lo vedono neppure da lontano, il diritto di votare i magistrati che andranno a comporre i due CSM e l’Alta Corte disciplinare. Ebbene, in nessun paese del mondo un organo di rilevanza costituzionale viene nominato attraverso un sorteggio.

Lo slogan della propaganda, assai diffuso tra i colleghi avvocati più agguerriti, che però non credo rappresentino la maggioranza degli avvocati italiani (basti ricordare che il Prof. Coppi è contrario a questa riforma) è che occorre ” distruggere le correnti dei magistrati“, ma questi colleghi dimenticano che l’associazionismo, a qualunque livello, non è un male in sé e per sé, dimenticano ancora che all’interno dell’avvocatura operano decine di associazioni e gruppi ai quali aderiscono migliaia di avvocati, e che questi gruppi presentano loro candidati alle elezioni dei consigli locali e nazionali degli avvocati: AIGA, AIA, AGIUS, Movimento Forense, Ius, Rete Nazionale Forense, AGI, ANF, ANAI, sono le prime sigle che mi vengono in mente.

Queste sigle rappresentano e rispecchiano culture diverse e differenti visioni del mondo della giustizia: potremmo definirle correnti dell’avvocatura, o no?

E passando ai componenti laici eletti dai partiti, è forse necessario ricordare che le correnti esistono all’interno di tutti i partiti, ma nessun partito nomina la direzione nazionale per sorteggio?

Allora, la verità è che il sorteggio va bene a casa degli altri, ma non va bene a casa propria: in magistratura ci sono correnti malefiche, a casa degli avvocati o a casa dei partiti le correnti vanno bene.

Detto questo, c’è una cosa insuperabile che dimostra come la legge di riforma sia illogica: l’asimmetria del sorteggio. I politici scelgono chi sorteggiare, i magistrati no.

Allo stato è previsto un sorteggio tra tutti i magistrati, mentre i componenti laici verranno estratti a sorte all’interno di un elenco (più o meno ristretto) eletto dal Parlamento in seduta comune, e cioè dai segretari di partito.

La legge sarebbe simmetrica (e logica) se consentisse anche ai magistrati di eleggere un elenco ristretto, all’interno del quale sorteggiare i componenti del CSM.

E non venite a dirmi che chi ha vinto il concorso da sei mesi è in grado di fare il Consigliere del CSM al pari di un magistrato con 20 anni di carriera. Chi si rompe una gamba si farebbe operare da un medico appena specializzato o cercherebbe un primario? Il concetto di esperienza si applica anche alla magistratura o no?

AIlora è evidente che il sorteggio punta a indebolire e sparigliare la componente dei magistrati all’interno del CSM, che si confronteranno con una componente laica compatta, omogenea e fedele alla maggioranza.

Perchè la verità è che i magistrati vanno bene se assolvono i politici o se catturano Messina Denaro o quegli sciagurati che uccidono una donna a settimana, vanno male se condannano un politico o se non applicano la legge come vorrebbe il governo: in tal caso sono mele marce che remano contro la volontà del popolo italiano e vanno indeboliti.

Forse la politica spera che vengano sorteggiati magistrati più deboli rispetto a quelli votati da migliaia di altri magistrati, perchè ritenuti capaci, forti e rappresentativi.

Il disegno è evidente e, per certi versi, comico. Mi chiedo : se verranno sorteggiati 20 magistrati iscritti alle correnti di sinistra, che faccia farà il Ministro Nordio ?

Allora, da avvocato voterò no, perchè questa legge non aumenta affatto i poteri della difesa, non colma la differenza che esiste tra PM e difensore, non accorcia i processi, non elimina gli errori giudiziari. Da cittadino voterò no, perchè non mi sta bene che la politica, come ha fatto in passato, cerchi di condizionare le nomine e le carriere dei magistrati che trova simpatici, perchè la legge dev’essere veramente uguale per tutti.


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