PORTO EMPEDOCLE (AGRIGENTO) – Un fenomeno figlio di “processi naturali” e che non sarebbe riconducibile, quindi, all’azione dell’uomo. La Capitaneria di Porto Empedocle sembra scongiurare il pericolo di un disastro ambientale per la spiaggia antistante la famosa Scala dei Turchi, la marna bianca di Realmonte candidata a diventare Patrimonio dell’Unesco. L’allarme era scattato alcuni giorni fa, quando la sabbia aveva assunto uno strano colore rossastro. Da qui la decisione di procedere all’analisi di un campione da parte della Capitaneria e dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale). I risultati delle analisi su acqua e sabbia, effettuate anche con la presenza del sindaco di Realmonte, Lillo Zicari, sono stati messi nero su bianco dalla Capitaneria in una nota che parla “verosimilmente” di ‘ossido di ferro’, che sarebbe presente “anche a monte dell’arenile, lungo dei rigagnoli – si legge – che trasportano il materiale verso il mare”.
Secondo questa tesi, dunque, cadrebbe l’ipotesi di un inquinamento proveniente dal mare, magari da una delle tante navi che solcano il Mediterraneo: al contrario, e “con molta probabilità”, il ferro sarebbe presente a monte e non sarebbe causato dall’uomo ma dalla presenza di minerali “a monte”, sui terreni sovrastanti Scala dei Turchi.

