PALERMO – Mafia e rifiuti. Un binomio sul quale ancora una volta la Dia nella sua relazione semestrale mette in guardia. Mentre all’Ars il deputato Pietro Alongi chiede la convocazione in commissione Antimafia dell’assessore al ramo Vania Contrafatto e “non esclude” un suo esposto in procura.
Nella relazione della Dia si legge – ancora una volta – che in Sicilia uno dei settori maggiormente esposti a rischio di contaminazione è tuttora quello legato al ciclo di smaltimento dei rifiutì, fortemente in crisi anche per i ritardi accumulati nel tempo rispetto al recepimento, ritenuto, peraltro, insoddisfacente dalle istituzioni europee, delle direttive comunitarie in materia. La regione presenta, infatti, un contesto ambientale molto vulnerabile, funzionale all’illecito sfruttamento e risente di scelte gestionali e procedurali non sempre adeguate, alcune delle quali tuttora all’attenzione della giustizia ordinaria e amministrativa, si legge nella relazione. Come più volte rilevato in passato, ricorda la Direzione investigativa antimafia, le associazioni mafiose hanno mostrato, infatti, la tendenza all’indebito accaparramento d’incentivazioni economiche connesse alla tutela dell’ecosistema e alla realizzazione di fattispecie delittuose, che vanno dal traffico illecito di rifiuti speciali, alla creazione o all’uso di discariche abusive nocive alla salute pubblica, nonché all’ingerenza nell’aggiudicazione dei relativi appalti.
“Ho chiesto al presidente della commissione Antimafia, Nello Musumeci, il quale ha subito risposto accogliendo la proposta, di convocare l’assessore Vania Contrafatto, per una seduta nella quale porre al centro il tema delicatissimo della gestione dei rifiuti in Sicilia”, dice il deputato regionale di Ncd Pietro Alongi, ritornando sull’argomento dopo la propria denuncia a Sala d’Ercole e le dichiarazioni della Dia.
”L’allarme lanciato dalla direzione investigativa antimafia, che conferma quanto da me ieri ventilato in Aula e nel mio successivo comunicato stampa, è preoccupante – continua – perché se la lentezza della politica finisce per favorire la mafia la quale fa affari oltremisura con la gestione dei rifiuti nell’Isola, viene difficile non pensare che la stessa criminalità organizzata possa avere una sua longa manu in luoghi istituzionali – riprende il deputato Ncd il quale però specifica – Constatiamo che l’assessore Contrafatto sta comunque lavorando col giusto impegno per mettere ordine in questo marasma e, quindi, riteniamo sia indispensabile che la stessa venga in commissione a esporre il piano del governo regionale per far uscire la Sicilia da un’emergenza che sta diventando catastrofe, così che la politica possa collaborare. Credo che il governo e l’Aula debbano lavorare congiuntamente e prioritariamente all’approvazione di una norma che metta dei paletti e che fornisca garanzie sulla gestione dei rifiuti e sulla sua impermeabilità alle infiltrazioni mafiose e garantisca i livelli. Quando i lavoratori che perdono il proprio posto, come è accaduto fin qua ai 260 dell’Ato Alto Belice Corleone e ai 180 del Coinres, leggono l’allarme della Dia non è impossibile che la disperazione economica possa indurre qualcuno a pensare che la stessa mafia possa divenire nuovo e più efficiente interlocutore”.
“Sono certo che le indagini della magistratura andranno fino in fondo e che chi si sta arricchendo grazie alla connivenza con le zone grigie della pubblica amministrazione – conclude Alongi – venga in fretta smascherato, punito e messo in condizioni di non reiterare. Ma, se la politica dovesse far melina, io non ne voglio esser complice e, per questo, non escludo un mio intervento diretto con un esposto in Procura”.

