Rifiuti, i 25 esterni di Pierobon | Il Pd: "Le carte alle Procure"

Rifiuti, i 25 esterni di Pierobon | Il Pd: “Le carte alle Procure”

Rifiuti, i 25 esterni di Pierobon | Il Pd: “Le carte alle Procure”

Lupo: "Un bando che ignora le professionalità dei regionali". Dipasquale: "Creiamo nuove sacche di precari".

PALERMO – Una segnalazione alla Procura di Palermo e alla Procura della Corte dei conti. È l’annuncio del gruppo parlamentare del Pd all’Ars che punta il dito contro l’avviso pubblico dell’Assessorato regionale per i Rifiuti, guidato da Alberto Pierobon, per la selezione di 25 esperti per la redazione e l’attuazione del piano regionale per i rifiuti. Il caso era stato sollevato due settimane fa da LiveSicilia. “Prima di stanziare più di un milione e mezzo di euro per consulenti ed esperti esterni – ha detto il capogruppo Giuseppe Lupo – sarebbe opportuno verificare se queste professionalità si possono trovare tra i dipendenti regionali. Con la Finanziaria 2018 abbiamo avviato la stabilizzazione del personale del Dipartimento Acqua e rifiuti e si tratta per l’appunto di personale specializzato. Tra l’altro, lasciare soltanto sette giorni per l’interpello interno e affinché i dipendenti regionali possano aderire alla selezione, ci sembra effettivamente troppo poco”. 

“Nell’ultimo governo abbiamo evitato di creare nuove sacche di precari con nuove assunzioni, che hanno ingessato la Sicilia, e ora invece assistiamo ad un ritorno di consulenze per esterni con profilo dalla competenze discutibili – ha aggiunto il parlamentare regionale Nello Dipasquale -. Questo provvedimento ci sembra non solo inopportuno ma illegittimo, e mi auguro che il governo revochi il bando”.

Il Pd attacca, inoltre, il disegno di legge sulla gestione dei rifiuti del governo Musumeci. “Non risolve almeno tre questioni croniche – dice Anthony Barbagallo, deputato Pd all’Ars – quello delle imprese che fanno cartello, dei lavoratori che devono sempre tirare avanti con stipendi in ritardo e per cui è necessario istituire un fondo di garanzia e salvaguardia, l’assenza di un percorso per l’omogeneizzazione del servizio, della raccolta e della tariffa”.

“Non ci sembra il miglior modo di risolvere il problema dei rifiuti in Sicilia – prosegue Lupo -. Anzi, non lo risolve affatto semplicemente lo scarica sui Comuni, che sono gli enti maggiormente in difficoltà. Inoltre, non ci convince la coincidenza dei confini degli Ato con i confini delle ex nove Province. E siamo preoccupati – conclude – per la questione personale: la norma prevede che il personale transiti al gestore del servizio rifiuti nel rispetto del fabbisogno, una precisazione che lascia già prevedere esuberi e riduzioni organico”.

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