PALERMO – L’incontro inizierà alle 13. Sul piatto, la richiesta – l’ennesima – di un commissariamento e della proclamazione dello stato di emergenza per mettere mano alla crisi rifiuti in Sicilia. Trasferta romana, stamattina, per il presidente della Regione Rosario Crocetta, l’assessore all’Energia Vania Contrafatto, il capo del dipartimento Rifiuti Domenico Armenio e i tecnici dell’assessorato: la delegazione siciliana sarà presente al ministero dell’Ambiente dopo la chiusura – quasi simultanea – di cinque discariche. “Al momento – spiega Armenio – sono chiusi o stanno per chiudere gli impianti di Messina, Siculiana, Gela, Trapani, Campobello di Mazara e Ragusa. Il problema non può essere risolto se non con la proclamazione dello stato d’emergenza”.
Nelle scorse settimane, la Regione aveva stilato un piano per far fronte alla chiusura delle discariche di Siculiana e Messina. Nel frattempo, però, numerosi altri impianti sono arrivati al limite di capienza, provocando un effetto a cascata: diversi comuni, infatti, sono stati costretti a rallentare o interrompere il servizio di raccolta. La Sicilia è uscita dall’emergenza rifiuti appena un anno fa, quando è stata decisa la mancata proroga dell’incarico al commissario – il presidente della Regione – e al suo delegato, l’allora dirigente Marco Lupo. Un anno dopo, la Sicilia è al punto di partenza.

