Rifondazione attacca Orlando:| "Fuori Lo Biundo dall'Ati"

Rifondazione attacca Orlando:| “Fuori Lo Biundo dall’Ati”

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Fumetta (nella foto): "No agli inciuci politici". Replica Lo Biundo: "Accuse infamanti".

Provincia di Palermo
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3 min di lettura

PALERMO – Alleati di ferro a Palermo che si scoprono nemici in Provincia. Rifondazione Comunista, partito da sempre vicino al Professore e che esprime due assessori nella giunta di Palazzo delle Aquile, sferra l’attacco contro il Professore: motivo del contendere le nomine nella nuova Assemblea territoriale idrica, ossia l’organismo che riunisce tutti i comuni dell’ex Provincia e che deve curare la gestione del servizio. Il problema è che Orlando, in quanto presidente dell’Ati, ha formulato una proposta per la nomina del direttivo che è stata accettata e votata dall’assemblea: fra i nomi proposti anche il sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo, collega di Orlando anche all’Anci. Ma la mossa del sindaco non è andata giù a Rifondazione.

“Parte con il piede sbagliato il consorzio che dovrebbe mantenere l’acqua pubblica in provincia di Palermo – dice in una nota Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione – la proposta di inserire nel direttivo Lo Biundo è un errore politico che legittima un personaggio su cui si addensano, dopo il caso Maniaci, forti ombre. Comunque si legga la vicenda “Maniaci” e al di là degli esiti giudiziari, è inaccettabile il comportamento che ha tenuto il sindaco Lo Biundo, come dimostrano le intercettazioni telefoniche che raccontano uno spaccato inquietante del funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Partinico. Il fatto che Orlando con la sua proposta prima e l’assemblea con la successiva votazione dopo non abbiano tenuto conto del ruolo politico che il sindaco di Partinico ha avuto in questa vicenda, getta forti ombre di trasparenza sull’azione dell’intera Ati”.

“Rifondazione Comunista – conclude Fumetta – chiede al presidente Orlando che si adotti la stessa linea di trasparenza che vi è stata in questi anni al Comune di Palermo e sopratutto che non si ritorni agli anni bui dell’inciucio che va oltre la decenza politica e l’interesse della collettività. Altri importanti sindaci di Comuni che hanno aderito al Consorzio sono rimasti fuori dal direttivo e un loro ingresso al posto di Lo Biundo toglierebbe quell’alone di sporcizia politica che al momento c’è sul direttivo”.

Arriva a stretto giro di posta la replica del sindaco di Partinico Lo Biundo. “Basta con le strumentalizzazioni”, afferma il primo cittadino, che si dice “stanco di dover continuamente lottare contro accuse infamanti. In tutta questa triste storia, il mio ruolo è stato sempre chiaro: ho collaborato fin da subito con la magistratura, dicendo la verità, come la mia morale e il mio ruolo istituzionale mi impongono. Nessuna ombra quindi, nessun procedimento a mio carico“. Lo Biundo parla di una “doppia morale di Rifondazione che, in passato quando qualche suo esponente istituzionale è stato raggiunto da provvedimenti giudiziari, non ha proferito parola”, mentre “ora con la veemenza tipica di un certo modo sterile di fare politica, si grida allo scandalo, inneggiando alla folla”. 

Per Lo Biundo, le critiche subite da Rifondazione comunista sul suo ruolo all’interno dell’ATI, avrebbero come conseguenza quella di “privare una intera comunità della sua rappresentanza nell’Ambito Territoriale Idrico, solo per pura strategia politica, solo per buttare fango sulla mia persona, solo per apparire sempre e comunque. Come si fa – si chiede il sindaco – ad auspicare che Partinico perda la possibilità di essere rappresentata proprio ora, in una fase cosi importante di transizione?”.

Un attacco il cui “unico obiettivo”, secondo il sindaco è quello di “distruggere Salvo Lo Biundo”. Ma, aggiunge, “non arretrerò di un centimetro. Sulla moralità della mia persona credo sia la mia storia a parlarne – prosegue -, una storia di impegno per questo Paese, una storia di beni confiscati riqualificati e tutti affidati, una storia di sudore e sacrificio nell’interesse collettivo, talvolta anche, come prontamente denunciato, una storia di minacce mafiose a me e alla mia famiglia. Non permetterò che mi si infanghi in questo modo!”.

Il sindaco di Partinico afferma di non voler “prestare il fianco ancora a queste sterili strumentalizzazioni” e auspica che “si possa tornare finalmente a confrontarsi su temi prettamente politici. Da qualche giorno ho comunicato l’ulteriore accelerazione dell’iter della delocalizzazione della distilleria Bertolino e l’imminente arrivo in consiglio comunale della variante urbanistica, opera fondamentale per il nostro paese e per i nostri concittadini”.

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