PALERMO – Non è ancora tempo di fumate bianche ma la settimana che è iniziata rappresenterà comunque un passo in avanti per il rimpasto nella giunta regionale siciliana. Il primo nodo sarà affrontato con il faccia a faccia tra il governatore, Renato Schifani, e la Democrazia cristiana, a seguire sarà il momento della partita interna a Forza Italia. Terza tappa del percorso, non necessariamente tale in ordine di tempo, quella che vede protagonista Fratelli d’Italia. Per chiudere tutta l’operazione servirà ancora tempo.
Schifani-Dc, la settimana decisiva
Nei prossimi giorni ci sarà il riavvicinamento ufficiale tra Schifani e la Dc. Il disgelo è già in corso da tempo e ha vissuto un nuovo passaggio con la partecipazione dei centristi all’ultimo vertice di maggioranza, convocato per iniziare il dialogo di coalizione in vista delle Amministrative 2026. La Dc, che non partecipava alle riunioni dallo scoppio dell’inchiesta su Totò Cuffaro, è tornata al tavolo del centrodestra.
Allo stesso tavolo erano assenti, invece, i cugini dell’Udc. Un mancato invito che ha mandato su tutte le furie il coordinatore regionale dell’unione di centro, Decio Terrana. L’agenda i Schifani è quasi interamente dedicata alle emergenze Harry e Niscemi ma il governatore dovrebbe comunque incontrare i commissari della Democrazia cristiana per ascoltare le richieste del partito. Totò Cascio, Carmelo Sgroi e Fabio Meli chiederanno che la Dc riottenga i due assessorati persi ma è probabile che alla fine sarà una sola la delega che i centristi riusciranno a centrare.

Tre nomi in corsa per la Democrazia cristiana
I nomi in pista sono almeno tre. Dal gruppo all’Ars emerge una spinta per l’ingresso in Giunta del presidente della commissione Affari istituzionali Ignazio Abbate. Restano in lizza anche la presidente regionale del partito, Laura Abbadessa, e l’ex sindaco di Alcamo Giacomo Scala.
Il toto-nomi in Forza Italia
Partita più complicata, invece, quella interna a Forza Italia. Qui la richiesta di una rappresentanza in Giunta non arriva per meccanismi innescati da vicende giudiziarie ma per questioni meramente politiche. Non sarà il deputato nisseno Michele Mancuso, finito sotto inchiesta con l’accusa di corruzione, a prendere il posto del ‘tecnico’ Alessandro Dagnino all’Economia. In discesa anche le quotazioni del parlamentare catanese Nicola D’Agostino, dopo che il voto dell’Ars sul ddl Enti locali lo ha visto tra coloro che hanno sommato il proprio voto a quello dell’opposizione.
Dagnino, ora, appare più saldo. Schifani intende comunque affidare un assessorato seguendo le indicazioni del gruppo parlamentare di riferimento del proprio partito, a patto che sia uno dei deputati a prendere in mano le responsabilità di governo (escluso quindi l’ex eurodeputato Giovanni La Via). Resterebbe libera la casella dell’assessorato alla Famiglia, una delle due lasciate dalla Dc. L’elenco dei papabili è sempre più ristretto. Le stesse motivazioni che mettono fuori causa D’Agostino valgono anche per il siracusano Riccardo Gennuso, mentre la presenza del palermitano Edy Tamajo in Giunta esclude automaticamente dalla corsa sia Gaspare Vitrano che Marco Intravaia.
A questo punto tutto sembrerebbe indirizzare verso la messinese Bernardette Grasso, che però dovrebbe dimettersi dalla carica di sindaco di Capri Leone. Prende quota, così, anche l’ipotesi di affidare un assessorato al capogruppo all’Ars Stefano Pellegrino. Soluzione salomonica, quest’ultima, che consentirebbe di nominare una figura quasi di garanzia, che farebbe contenta l’ala che fa riferimento all’eurodeputato Marco Falcone. In questo modo si libererebbe anche la casella di presidente del gruppo parlamentare.

Fratelli d’Italia tra caso Amata e sanità
L’ultimo step riguarda Fratelli d’Italia. In questo caso i riflettori sono puntati sul 2 marzo, quando l’assessora meloniana Elvira Amata, responsabile del Turismo, si presenterà davanti al gup del tribunale di Palermo. Amata è accusata di corruzione e l’esito dell’udienza preliminare segnerà anche l’eventuale decisione del partito nel chiederle un passo indietro rispetto all’incarico di governo. FdI, come anticipato da LiveSicilia, ha da tempo messo nei suoi piani l’ingresso nella stanza dei bottoni dell’assessorato alla Salute.
A piazza Ottavio Ziino l’eventuale assessore in quota FdI non troverà Salvatore Iacolino, direttore generale della Pianificazione strategica poco amato dai meloniani e andato a guidare il Policlinico di Messina. Al suo posto potrebbe andare Giuseppe Sgroi, attuale capo di gabinetto dell’assessora Daniela Faraoni.

Massima sintonia tra il commissario del partito in Sicilia, Luca Sbardella, e Schifani sui tempi degli eventuali cambi in Giunta e sulla natura stessa delle deleghe da affidare ai meloniani. Fratelli d’Italia potrebbe anche decidere di sacrificare un altro degli assessorati nel loro bouquet, come i Beni culturali, mantenendo il Turismo.

