PALERMO – Via libera dalla Corte dei Conti al nuovo contratto di lavoro dei regionali siciliani. L’ok al testo firmato dall’Aran Sicilia e dai sindacati della Funzione pubblica alla fine di gennaio è arrivato nella seduta a Sezioni riunite in sede di controllo di oggi. Lo ha reso noto la Cisl Fp Sicilia.
Il nuovo contratto di lavoro dei regionali prevede un aumento medio di circa 90 euro nella busta paga. Particolare attenzione anche per la performance e la produttività. Sono stati inseriti tra le altre cose lo smart working, le regole sulle terapie salvavita e sono previste anche nuove regole sul codice disciplinare. L’accordo era stato raggiunto dopo circa tre mesi di lavoro, con la supervisione dell’Assessorato guidato da Bernardette Grasso.
All’Aran toccherà adesso procedere con i lavori della Commissione paritetica per la riclassificazione di tutto il personale della pubblica amministrazione regionale e con le trattative per il rinnovo del contratto della dirigenza. “Abbiamo ottenuto il miglior risultato possibile per i dipendenti della pubblica amministrazione regionale – dicono Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia, e il segretario regionale del sindacato Fabrizio Lercara – ma il percorso è ancora lungo”.
“La parola magica che ci consentirà di spezzare l’incantesimo di una Regione vista sempre come termine negativo di paragone – dichiarano Dario Matranga e Marcello Minio, segretari generali del Cobas/Codir – è ‘riclassificazione’ del personale, resa ora possibile attraverso lo strumento dell’apposita commissione paritetica di cui si chiede l’immediata convocazione e che servirà per avere uno strumento permanente che consenta di risolvere tutte le questioni ancora aperte”.
La Corte dei Conti ha trasmesso il documento all’Aran Sicilia, al presidente della Regione siciliana, agli assessori regionali alla Funzione pubblica e all’Economia, per la definizione dell’iter approvativo con i sindacati che dovranno procedere alla sottoscrizione finale del contratto giuridico ed economico relativo al triennio appena terminato.

