GELA (CALTANISSETTA) – Blitz della polizia a Gela, in provincia di Caltanissetta, nell’ambito delle indagini su una rissa e un tentato omicidio. Eseguite sei misure cautelari da parte della polizia. I provvedimenti sono stati emessi dal gip, su richiesta della Procura. Sono cinque le persone arrestate a Gela (2 in carcere e 3 ai domiciliari) mentre un’altra dovrà presentarsi alla polizia giudiziaria, su ordine del gip, per rissa aggravata, tentativo di omicidio, lesioni personali e porto di oggetti atti ad offendere. Gli indagati sono sei cittadini residenti a Gela (Caltanissetta), ma di nazionalità romena e sono accusati di aver innescato, il 12 agosto scorso, una vera e propria guerriglia urbana con “lancio di bottiglie e uso di bastoni nonostante si trovassero in pieno centro cittadino e incurante delle persone, moltissime, che in quel momento affollavano la strada” dicono gli investigatori della polizia.
Le immagini della videosorveglianza
La rissa tra due gruppi aveva scatenato il panico tra i presenti. I poliziotti del commissariato di Gela, grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza e agli elementi raccolti nell’ambito di alcune perquisizioni domiciliari, sono riusciti a risalire all’identità di tutti i partecipanti alla rissa. Secondo quanto emerso dalle indagini, un gruppo di uomini di origine romena ha aggredito un altro gruppo di connazionali per vendicarsi di una precedente aggressione, avvenuta la sera dell’1 giugno in via Navarra Bresmes. Anche in quella circostanza, la polizia era riuscita a risalire agli autori. Scene di inaudita violenza quelle immortalate dai sistemi di videosorveglianza. In particolare, uno partecipanti alla rissa, dopo essere finito per terra privo di sensi a seguito di un calcio, è stato colpito alla testa con calci e pugni dall’antagonista. A quest’ultimo viene contestato anche il reato di tentativo di omicidio.
Le parole del procuratore
“Vogliamo tranquillizzare la gran parte della cittadinanza gelese onesta, che vive nella legalità, che la Procura di Gela compie il proprio lavoro, unitamente alla polizia giudiziaria e in questo caso le telecamere di videosorveglianza si sono rivelate fondamentali”. Lo ha affermato il procuratore facente funzioni del Tribunale di Gela, Lucia Musti, a margine della conferenza stampa sulle sei misure cautelari eseguite dalla polizia di Stato nei confronti di altrettanti cittadini romeni, accusati a vario titolo di rissa aggravata, tentato omicidio, lesioni personali e porto di oggetti atti ad offendere.
“Telecamere fondamentali”
“Proprio le telecamere – ha continuato Musti – ci hanno consentito a fronte di un reato veramente complicato, qual è la rissa, di potere ricostruire l’evento e soprattutto di poter attribuire ai singoli le penali responsabilità, laddove è emersa una ferocia inaudita. Nonostante uno dei rissanti abbia riportato lesioni guaribili in 8 giorni, comunque ha rischiato la vita. Da questo è derivata la contestazione del tentato omicidio riconosciuta dal gip”. “La sparatoria dell’altra sera – ha continuato il procuratore Musti – è un evento altrettanto grave sulla quale indaga la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. Noi procediamo unicamente per il delitto di evasione della persona ferita dagli spari. Ribadisco l’importanza di tenere alta l’asticella tutti, e far capire alla cittadinanza che però i risultati si ottengono non solo con l’impegno doveroso della Procura della Repubblica e delle forze dell’ordine ma anche con l’impegno dei cittadini di lavorare anche loro, nel loro piccolo, per la legalità”.
