Rita e il pasticcio del Pd - Live Sicilia

Rita e il pasticcio del Pd

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Alle regionali del 2006 la subirono. Nel 2008, quando si andò al voto dopo le dimissioni di Cuffaro, la scartarono per dar vita a una delle esperienze elettorali più umilianti del centrosinistra siciliano. Per la primavera del 2012, quando si andrà al voto nel capoluogo siciliano, l’hanno pregata di scendere in pista e risolvere un bel po’ di problemi interni ed esterni al centrosinistra. Insomma, la storia del PD e della Borsellino conosce un altro capitolo. Che era già scritto nelle cose e nell’incapacità palese del centrosinistra di trovare, nel corso di un’intera legislatura, il bandolo della matassa e preparare il ricambio a Palermo dopo la disastrosa e decennale performance del centrodestra. Ma questa volta tutta l’operazione, per il PD, dall’inizio alla fine, è così controversa e ingarbugliata da apparire incomprensibile. Almeno, ragionando con gli schemi usuali della politica.

La cosa è presto detta. I democratici sono così, evidentemente, poco convinti della loro esperienza alla regione, che quando si presenta la prima occasione importante, anzi importantissima, come il rinnovo dell’amministrazione nella quinta città d’Italia, invece di prendere il coraggio a quattro mani e dare una prosecuzione logica e conclusiva al loro ragionamento, propongono la candidatura alla persona che, più di tutte, ha avversato l’appoggio del PD a Lombardo. Misteri della politica. E il bello è che sono stati in religiosa attesa dello scioglimento dell’arcano, sperando chissà cosa. Che risposta si aspettavano? Che l’eurodeputata facesse clamorosamente un’inversione a U e imbarcasse allegramente il Terzo polo con annessi e connessi? Ma i democratici sono ingenui sino all’inverosimile, oppure hanno perso la bussola? Ci sono o ci fanno?

Il punto è che adesso, al netto di tutti i dettagli secondari, questa nomination, offerta su un piatto d’argento alla fondatrice di Un’Altra Storia, si sta rivelando un boomerang per i bersaniani di Sicilia. Che arriveranno alle primarie ancora più divisi e lacerati di come si presentano adesso. Teoricamente, hanno tre candidati, Faraone, Terminelli e la stessa Borsellino. Di fatto, è come se non ne avessero nessuno, considerato che ciascuno dei tre nomi in campo giocherà in proprio, attingendo da questo o da quel leader democratico una parte dei voti che racimolerà ai gazebo. Mentre, invece, coloro che hanno più soffiato per lo sganciamento dal terzo polo, SEL, sinistre, IDV, Movimenti, si trovano serviti dallo stesso PD una scala reale senza neanche aver faticato più di tanto. Se la situazione è quella descritta, non si capiscono più le remore dell’ex sindaco della primavera Leoluca Orlando. Che attende chiarimenti dal PD in ordine all’alleanza con MPA e compagnia. E non si rende conto che la risposta l’ha già avuta, e nel modo più chiaro, avendo il PD, proprio con la candidatura Borsellino, sconfessato, nella sostanza e nella forma, la propria politica alla regione dell’ultimo anno e mezzo.

Che ha dato vita al quarto governo regionale, cosiddetto tecnico, e che si preparava a sentire i primi vagiti del governo politico. E non c’è soltanto quest’aspetto da tenere presente in quanto a contraddizioni dei democratici. In risposta alla loro prima candidatura interna, quella di Davide Faraone, da tempo in campo, hanno sempre posto il problema del progetto da anteporre al nome. Ipotesi di lavoro gettata alle ortiche, senza neanche pensarci, nel giro di niente. Contrordine. Prima la faccia, il nome, importante e autorevole, quello dell’eurodeputata appunto, e poi s’inizia a parlare di cosa fare a Palermo e per Palermo. I due aspetti evidenziati, candidatura offerta a una persona che si è mossa proprio in direzione opposta a quella auspicata dalla maggioranza degli esponenti democratici e abbandono del metodo di scelta, che prevedeva prima le cose da fare e poi i nomi, sono il segno di un partito davvero in stato confusionale. Forse Santa Rita salverà Palermo. Ma per questo PD siciliano, ci vuole direttamente l’intervento dell’Altissimo.


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Commenti

    L’unico che ha mantenuto coerenza da circa 1 anno è FARAONE, per il resto solo grande confusione, ricordo che se oggi si parla di primarie è sopratutto merito di FARAONE, che se non avesse fatto il diavolo a 4 per denunciare la possibilità che il PD si presentasse all’ultimo momento con un candidato deciso dalla dirigenza, pronto bello e buono per perdere, le primarie non si sarebbero mai fatte, lui si è lanciato, non entra mai nella bagarre, parla di cose concrete, vedere per credere http://www.davidefaraone.it , e dice cose che qualsiasi persona comune a Palermo dice e pensa, non è un fenomeno, è un ragazzo normale e vede le cose come le vedono i Palermitani!!..

    Questa è l’ennessima dimostrazione che la sinistra non vuole governare…qui come nel resto dell’Italia (Bersani,Borsellino)… quindi tanto vale dare un bello “strappo” (Renzi, Faraone).

    Faraoniani scatenati… cos’ha di coerente la candidatura di Faraone, se non il suo spasmodico desiderio di spadroneggiare (consigliere comunale, deputato regionale, capogruppo pd al comune)???!!!

    Il PD nazionale e sopratutto quello Siciliano è come se fosse uno zombie, un’ubriaco, che non sà dove andare e sopratutto a chi e a cosa si deve agrappare con le unghia per tenersi ancora in vita. Ormai non è più credibile e per fortuna alcune persone se ne sono accorte. La candidatura della Borsellino e solo perchè non hanno più persone credibili da candidare, tranne Faraone che potevono appoggiare ma che non l’hanno fatto perche Lui è stato l’unico a non essere d’accordo con il loro metodo di politica che va contro lo statuto stesso del PD. Faraone è stato l’unico coerente nella Sua linea politica, ha detto: voi volete fare così, volete scegliere voi il Sindaco e non i cittadi Palermitani e allora vado da solo, saranno loro stessi a valutare se sono idoneo a risolvere i problemi che affogano Palermo. Problemi che Lui conosce benissimo tramite il confronto con i cittadini con le tantissime iniziative che sta svolgendo in tutta Palermo, che si può vedere tramite il suo sito http://www.davidefaraone.it.

    Ok, faraoniani, ma la coerenza imporrebbe anche il riconoscimento di quella altrui. E mentre Rita attaccava l’accordo con Lombardo, Faraone non è che si stracciava le vesti…

    Io mi sforzo di capire il PD siciliano e sono arrivato alla determinazione che questo partito rappresenta il peggio che la politica siciliana oggi possa esprimere.Ai suoi capi interessa solo una fetta di potere,anche piccolissima,perche’ si sa che Lombardo lascia solo le briciole e poi dei problemi di questo popolo martoriato se ne fregano.Per anni hanno fatto i moralizzatori attaccando a destra e a manca,anche con frase irripetibili,sia Cuffaro che Lombardo per poi vendersi per qualche incarico concesso o per qualche piatto di lenticchie.Ma che ci fa la gente per bene in questo PD ? Rita non ti fidare!!Rimani te stessa e cerca quelle alleanze che possono fare onore a te e ai siciliani.Vedrai che prima o poi questo popolo capira’ e sara’ quello il momento in cui le ” Bande Politiche”saranno giustiziate con il voto della gente per bene.

    Forse Santa Rita salverà Palermo. Altro che basta.

    Caro commentatore che sotto variegate spoglie continui a promuovere il sito di Faraone…. potresti spiegarci la coerenza della candidatura del tuo idolo (o di tuo cognato o cugino o zio)??? Ok anche io penso che il metodo del Pd siciliano è sbagliato, perché invece di agire secondo l’ordine Programma-Alleanza-Candidato ha fatto tutto il contrario con una candidatura calata dall’alto. Ma invece che ha fatto Faraone? Prima ancora che il PD si pronunciasse (lui è sceso in campo tre mesi prima del nome della Borsellino) ha deciso “autonomamente”, cioé senza neanche proporre una linea diversa da quella che lui critica al partito (e che evidentemente conosceva prima ancora di Lupo e Bersani)! Cosi, in maniera arrogante e individualista (altro che dialogo e unità), ha invaso la città di cartelli, dichiarandosi sindaco di Palermo (così recita il cartello e così recita il sito); ora dimmi cosa c’entra tutto ciò con l’appoggio della gente? Che la candidatura sia voluta dal PD o da Faraone cosa cambia nella sostanza? E poi mi pare ovvio che sia un partito a disporre le modalità di selezione del candidato, a meno che una non sia affetto da un’insanabile brama di potere e voglia fare le cose a tutti i costi!!! Del resto non dimentichiamoci che è stato consigliere al comune, deputato alla regione, capogruppo al comune e ora vuole diventare pure sindaco! Meglio seguire la strada di Terminelli che ha scelto di scendere in campo, lui sì, perché spronato da un appello di circa 250 firmatari della società civile… questo è far decidere ai cittadini… Buon lavoro di propaganda e la prego mi illumini sulla coerenza del suo prediletto (o parente)!

    Aggiungo: da notare che in tutti i suoi manifesti e immagini non può neanche esporre il simbolo PD, un pò come la Borsellino: si proclamano candidati di tutti, quando in realtà sono candidati di se stessi!!!

    OK Faraoniani, Borselliniani, Ferrandelliani, Terminiellani,aspettate le Primarie, e vedrete che i Palermitani sceglieranno l’unico vero Sindaco candidabile per il risveglio della nostra amata PALERMO, e questo porta il solo nome di LEOLUCA ORLANDO.

    LUNA, in bocca al lupo… ma Orlando rischia con la sua candidatura a oltranza di fare rivincere il centro destra… complimenti

    BERSANI,CON LA CANDIDATURA DELLA BORSELLINO A PRESCINDERE,HA DIMOSTRATO DI ESSERE IN STATO CONFUSIONALE.FARAONE PASSA DAL FLOP DELLE FORCHETE ROTTE AL FLOP DELLA LEOPOLDA SENZA IDEE DI RENZI. CHE DIO CE LA BUONA !

    Diecimila persone e cinquecentomila collegamenti in streaming non mi sembrano un flop… de gustibus

    Per dovere di cronaca, è vero che Faraone è stato il primo a dire facciamo le primarie, che ha insistito, è vero che lo volevano buttare fuori per questo ed è per questo che non si presenta con il simbolo. Perché il Pd non lo vuole. Infatti, mentre Bersani e altri dicevano poco o nulla, il primo dirigente nazionale a dire no a Lombardo è stato Renzi a un’iniziativa di Faraone a palermo. In Sicilia, ovviamente, a partire dalla Borsellino, ce ne erano altri. Per questo faccio i complimenti a chi ha scritto l’articolo. Analisi perfetta

    “I democratici sono così, evidentemente, poco convinti della loro esperienza alla regione, che quando si presenta la prima occasione importante, anzi importantissima, come il rinnovo dell’amministrazione nella quinta città d’Italia, invece di prendere il coraggio a quattro mani e dare una prosecuzione logica e conclusiva al loro ragionamento, propongono la candidatura alla persona che, più di tutte, ha avversato l’appoggio del PD a Lombardo”
    Manca in questo articolo un essenziale passaggio e cioè il fatto che “l’esperienza alla regione” è stata condotta in modo assolutamente autonomo dal PD nazionale, e manca il fatto che una parte del PD siciliano, abbastanza sostanziale ma minoritaria, non l’ha condivisa affatto. Questa parte, come il PD nazionale ha solo potuto subire cercando in ogni modo di uscirne. Lupo ha agito in modo “gattopardesco” in un modo che definire poco chiaro è eufemismo, nel tentativo di evitare che la bomba scoppiasse. Lo stesso Bersani, che ha il ricatto del sostegno al congresso (pur di malavoglia) dell’asse Lumia-Cracolici, che poi gli ha apparecchiato questa sorpresa sicula. E allora l’escamotage per dichiarare la propria idea in merito e il modo per uscirne era investire una figura supra partes della nomina alla candidatura. Candidare la Borsellino (è inutile che adesso la Borsellino dica che non è candidata dei partiti, perchè dopo un anno di no totali, è bastato il richiamo al dovere da parte di Bersani per farle dire di si. E come potrebbe dir no? Si scorda il Parlamento europeo sennò..ma lo dico senza cinismo, in fondo fa bene a farsi qualche calcolo, anche se viene presentata dal suo staff come la Madonna, è un politico, checchè ne dica, e qualche ragionamento deve pur farlo). Non è una candidatura “al di fuori dei partiti” solo perchè non ha una tessera, perchè è l’unica dei 4 che ha un invito direttamente dai partiti: prima sel, poi il PD. A differenza degli altri tre candidati che si sono “candidati” anche contro il parere o la benedizione del proprio partito di riferimento. Specialmente Faraone e Ferrandelli che adesso subiscono per forza di cose e alla luce dei fatti , il peso della presenza dei carichi da novanta, Borsellino e Orlando. Dunque assai poco ingenuo Bersani nell’investirla della cosa, ma assai prevedibile e chiarissima, in base a quanto detto, la reazione di Cracolumia. Si oppongono ovviamente. Sanno che le primarie del centrosinistra e un blocco compatto che ne verrebbe fuori sarebbe la vera sconfitta della loro linea politica regionale di appoggio al Terzo Polo e dunque fanno di tutto per sparigliare e spaccare e si scagliano contro i candidati di centrosinistra proponendo in corner un’altra candidatura, possibilmente del terzo polo. Assolutamente coerente con le vicende così come le abbiamo viste finora. Sbagli chi definisce la linea del PD in modo univoco. Adesso ci sono esattamente due PD in Sicilia, spaccatissimi e opposti, per quanto Lupo faccia di nutto, con la nebulosa dei suoi comportamenti e delle sue dichiarazioni, di negare tale spaccatura. Sarebbe sconfessato anche il suo (inutile e dannoso) ruolo di segretario che ha lasciato che tutto ciò deragliasse senza mai prendere una posizione ferma e chiara, coraggiosa anche se difficile. Cosa fare? I 4 candidati: faraone, ferrandelli, borsellino e terminelli abbiano il coraggio di andare avanti perchè ce la possono fare eccome. Sempre che la Borsellino abbia questo coraggio (cioè il suo staff) e vada fino in fondo non tirandosi indietro al primo ostacolo.

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