MILANO – La disavventura è iniziata alle tre del pomeriggio, quando è arrivata una mail da parte di Wizzair per avvisare che il Malpensa Milano-Catania delle 21.55 era in ritardo. Spostato alle 22.50. Un po’ di disappunto. Ma ho fatto spallucce e armata di pazienza ho riorganizzato il mio tempo per arrivare in aeroporto secondo la nuova schedulazione del volo. Ma il disagio è arrivato non appena ho superato i controlli nello scalo lombardo. Gli schermi segnalavano un ulteriore ritardo: alle 23.30. Un altro sospiro. Ancora pazienza. Ma nell’arco di pochi minuti però sono arrivate altre tre mail, con rispettivamente lo slittamento alle 23.47, 23,55, 23,57. Anche se nel terminal di Malpensa l’avviso è fermo alle 23.55 con notizie previste sul gate alle 22.25.
L’aeroporto è diventato l’incontro di più persone che hanno vissuto l’incubo di vedere la scritta “cancelled” nello schermo. Tra i corridoi deserti e la totale mancanza di informazioni sul perché del ritardo (tranne un indefinibile: “problemi di allocazione dell’aeromobile”) è trascorse l’attesa al countdown delle 22.25. E sentendo i racconti di altri lavoratori pendolari, pare che i ritardi della Wizzair siano all’ordine del giorno. All’ora X le facce di un centinaio di passeggeri (il volo era sold out) ha aspettato il numero del gate. L’unica cosa che è arrivata è l’indicazione del terminal da raggiungere e accanto la scritta intermittente “waiting number gate”. Eravamo tutti con la faccia puntata allo schermo, in perfetto stile rigori Euro 2020. Ma invece del numerino “magico”, è arrivato il suono di un annuncio vocale. Recarsi al gate 04 per informazioni.

Un fiume umano si è mosso verso il varco e molti avevano la certezza – e l’incubo – che avrebbero dato la notizia: “volo cancellato”. Ma invece ci attendeva una fila per firmare un voucher di 4 euro e ottenere una bottiglietta d’acqua e un pacchetto di patatine (o di wafer) in vista dell’altra ora di attesa. Per la mia sicurezza io ho scelto di evitare un assembramento davvero fuori dalle logiche del distanziamento sanitario per l’emergenza covid. Alla fine è arrivato l’annuncio dell’imbarco. Alle due di notte, con due ore di ritardo, siamo atterrati a Fontanarossa. “Ci scusiamo per i disagi”, ha detto lo stewart. Ma molti hanno già deciso. “Mai più wizzair”, hanno mormorato da dietro la mascherina.

