CATANIA – Il Collegio sindacale della Sac chiamato a verificare i requisiti dei componenti del Cda si è riunito ed è pure tornato a casa. L’aereo a quanto pare era stato prenotato per le 16 ma quello per l’imbarco è l’unico foglio di carta che hanno avuto tra le mani i tre sindaci che rispondono al ministero dei Trasporti, dell’Economia e alla Regione. L’altro, il foglio di carta più importante sul cui esito batte il cuore di tanti, non vedrà nero su bianco prima di domani. L’esito dovrebbe arrivare con una pec certificata, ufficiale e altrettanto fredda.
Voci di corridoio dicono da settimane che il risultato non può che essere una non corrispondenza tra i requisiti di Ornella Laneri con quelli richiesti dallo Statuto. Ma se questa voce corrisponde alla realtà non si sa. O meglio, noi ancora non lo sappiamo, ma c’è chi sa e tra questi c’è pure Rosario Crocetta. Il Presidente accetterà il responso senza nulla contestare oppure, da qui a domani, cercherà di mettere le toppe ai buchi scoperti che ha sottovalutato? E sarebbe peggio se questi buchi scoperti fossero stati sottovalutati di proposito a scapito di persone di qualità, buone alla bisogna. Anche se il governatore siciliano ci ha appena confessato che “il problema dei requisiti dei cinque anni sia stata superato”.
Ora è verissimo che nulla sappiamo ancora di ufficiale, ma se per una volta ascoltiamo il detto di un vecchio politico che fu: “A pensar male si fa peccato, ma non si sbaglia mai”. Ed è per questo che ci lasciamo andare all’interpretazione personale: se il risultato fosse stato una fumata bianca non sarebbe servito tanto riserbo, quindi il riserbo – ancorché possibilmente legato alla scadenza dei termini – potrebbe nascondere una fumata nera. E non solo. Può, come già sottolineato, consentire al Presidente di aggiustare il tiro cercando di limitare i danni di una candidatura imposta ai commissari a fine luglio senza una corretta, attenta, responsabile valutazione dei requisiti richiesti.
Niente di strano che questo “limitare i danni” potrebbe includere un invito, alla Laneri, di offrire le proprie dimissioni. Anche se immaginiamo perfettamente quanto questo invito potrebbe essere pesante da attuare. Insomma quello che stamattina avevamo proposto come terza possibilità, più vicina all’iperuranio di Platone che alla realtà, potrebbe essere invece una inverosimile probabilità. Peccato che il gioco si consumerebbe sulla pelle di un imprenditore offerto dalla politica alla politica.
Questa è il nostro cattivo pensiero, ma magari stiamo sbagliando. E domani arriverà una pec che confermerà i requisiti di tutto il CdA della Sac e tutto finirà a tarallucci e vino. Oppure se ne laverà le mani nella meglio maniera e assecondando la consuetudine messa in atto fino a ora rinuncerà di esprimersi e rimanderà la patata bollente – che gli era stata lanciata dal CdA – all’assemblea dei soci.

