Ponte sullo Stretto di Messina: "Lavori al via in estate, sarà pronto nel 2032"

Ponte sullo Stretto di Messina: “Lavori al via in estate, sarà pronto nel 2032”

Commenti

    Mi sembrano previsioni troppo ottimistiche…..

    Un immane sperpero di fondi pubblici per un opera dall’enorme impatto ambientale, non prioritaria rispetto a tante criticità della Sicilia e la cui fattibilità è oltremodo dubbia. Non è un caso che, a differenza di tante opere pubbliche in passato (ad es. l’A1, il MOSE etc.) nessun privato, la stessa Webuild, l’UE si sono resi disponibili a collaborare finanziariamente al progetto.Sarà il solito magna magna di politici, faccendieri e mafiosi. Povera Italia.

    Non credo che ce la faranno in tempo…

    Siamo fuori del tempo e dello spazio. Il ponte è inutile sotto tutti i punti di vista. La crescita economica si può realizzare investendo nel territorio dove tutto è vetusto e deteriorato e dove manca persino l’acqua e il diritto alla salute non c’è. Lo stretto è una zona ad alto rischio sismico ed è pura follia collocare un ponte. Cosa Nostra e la Dragheta e la corruzione alimentata dalla politica domineranno la gestione del ponte. Preferisco che cadi il governo e si metta fine a questa follia

    Condivido ogni tua parola

    L’embrione di un disastro economico ambientale è nato.
    Mah, si vedrà col tempo l’entità del danno che farà, a camparci.

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Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.

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