Sanità e strutture accreditate |Lettera aperta della federazione

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Secondo la federazione "Le strutture pubbliche che erogano assistenza specialistica al momento sono tutte abusive in quanto non accreditate".

CATANIA -Riceviamo e pubblichiamo.

“Sconvolgente e paradossale è la Nota prot. 94950 del 10 dicembre 2015 a firma del Dirigente Generale del Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie, dott. Ignazio Tozzo e del Diri-gente dell’Area Interdipartimentale –Accreditamento Istituzionale, dott. Antonio Colucci. Nella Nota si legge che i termini dell’accreditamento delle strutture pubbliche sono stati sospesi sine die, mentre il decreto sull’accreditamento risale a ben 13 anni fa e da tale lasso di tempo le strutture private sono state regolarmente accreditate. Il problema qual’è? Le strutture pubbliche che erogano assistenza specialistica al momento sono tutte abusive in quanto non accreditate. Infatti l’accreditamento istituzionale è necessario ed obbligatorio per potere erogare le prestazioni sanitarie. Massimo riservo regna all’Assessorato per la Salute sulle check list che le strutture pubbliche hanno inviato e, per evitare scandali, i suddetti funzionari non rispondono al punto 3 della nota FeNASP che chiedeva in formato elettronico la copia dei files delle check list delle strutture pubbliche.

Ma l’assurda vicenda non finisce qui: la FeNASP aveva anche scritto, per conoscenza, al Ministro della Salute ed, invece, i funzionari rispondono soltanto alla FeNASP per ottemperare al dovere, imposto dalla legge, sulla trasparenza degli atti amministrativi. Trasparenza che nella fattispecie si ammanta di utopia e si disperde nelle fosche nebbie di funzionari che gestiscono la sanità nel peggiore dei modi e reggono le fila del sistema politico-clientelare chiudendo gli occhi sulle macroscopiche carenze delle strutture pubbliche e sbarrandoli, invece, sulle strutture private che, ormai sfiancate da tariffe da fame, vengono poste sotto la lente di ingrandimento con continue verifiche, ispezioni e vessazioni di ogni genere.

La beffa ai Cittadini Siciliani che vengono privati del diritto di avere strutture pubbliche in regola con i criteri previsti dall’accreditamento è scritta nell’art. 1 del decreto che recita: “I termini fissati negli articoli 1 e 2 del decreto 7 dicembre 2010, n. 3048, sono sospesi per allineare le procedure di verifica delle strutture sanitarie pubbliche volte all’accreditamento istituzionale….”. il pretesto suona come un insulto per i cittadini siciliani i quali per altro pagano per usufruire delle prestazioni sanitarie. Ed ancora l’art. 2 stabilisce “Con successivi provvedimenti saranno emanati specifiche direttive e criteri, anche con riferimento alle strutture pubbliche, in tema di accreditamento istituzionale volte al raggiungimento dei risultati programmati all’interno dell’azione 6.5 “Programma regionale per l’adeguamento dell’accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie pubbliche e private”. In pratica ancora oggi i “successivi provvedimenti”, dopo tre anni, non sono stati emanati ed a nessuno preme di affrontare l’annosa questione dato che le strutture pubbliche, allo stato in cui versano, non possono essere accreditate.

La FeNASP invierà al Ministro la paradossale risposta dei funzionari assessorili informando il Mi-nistero dell’assurda sanità pubblica siciliana, prodotto abortivo di una politicizzazione spinta oltre ogni limite della decenza. I vari feudi che si sono succeduti hanno visto la Sanità cuffariana, lom-bardiana, crocettiana, mentre i Siciliani, che hanno la sfortuna di ammalarsi, hanno visto soltanto vergognose liste di attesa incompatibili con la tutela della salute pubblica, servizi scadenti (con le dovute eccezioni) con umanizzazione pressoché assente. La FeNASP chiederà al Ministro l’invio di una Commissione per valutare le check-list top secret dell’Assessorato.

Dott. Felice Merotto, presidente nazionale della FeNASP

 

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