Santa Maria di Licodia, rapina ai danni di un supermarket

Santa Maria di Licodia, rapina ai danni di un supermarket

Commenti

    Evidentemente sarebbe giunto il momento di considerare che la serenità e la tranquillità che distingueva questo paese sono cessati, ultimamente la cronaca riporta eventi di cronaca certamente non piacevoli.
    Sarebbe anche il caso di attenzionare chi in barba alle regole si improvvisa commerciante abusivo mentre altri pagano tutte le tasse del commercio.
    Sarebbe anche il caso di limitare le scorribande di alcuni soggetti che vanno in lungo ed in largo in paese con scooter e moto di grossa cilindrata indisturbati.
    Insomma che chi dovere faccia sapere e capire che ci sono anche le persone oneste e tranquille.
    Credo di ricordare che l’attuale classe politica abbia richiesto maggiore attenzione alle istituzioni per la sicurezza e la legalità.
    Non vedo nulla di rilievo.
    Aumentano i furti, le rapine e le razzie nelle abitazioni.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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