“Una scelta scellerata che fa venire meno gli impegni assunti dal ministro Danilo Toninelli nelle sue numerose visite in Sicilia alla vigilia delle elezioni europee. Se non si corre subito ai ripari, con un’apposita norma, si costringe l’Isola a pagare un altissimo prezzo in termini sociali e infrastrutturali. Temo che i nostri sospetti di ieri trovino conferma”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in merito all’annunciato blocco dei cantieri sulla Agrigento-Caltanissetta e sulla Palermo-Agrigento – da parte del Comitato delle oltre cento aziende siciliane creditrici del gruppo Cmc di Ravenna – a seguito del ritiro da parte del governo nazionale dell’emendamento salva-imprese nel decreto “Sblocca cantieri”.
“Le imprese creditrici di CMC sono vessate da una disastrosa situazione. Comprendiamo, come sempre, le loro ragioni e per questo lavoriamo da mesi senza sosta per risolvere una volta per tutte questa vicenda che danneggia aziende e lavoratori”, dicono in una nota i deputati alla Camera e vice presidenti del gruppo M5s, Adriano Varrica e Azzurra Cancelleri. “L’emendamento che istituisce il fondo salva-cantieri – spiegano Varrica e Cancelleri – ha avuto il via libera politico a livello governativo da parte del Mm5. Aspettiamo entro oggi l’ok della Lega affinché i relatori possano depositarlo alla Camera dei deputati nel decreto crescita”.
“Occorre ripristinare immediatamente l’emendamento per la istituzione del Fondo salva-imprese, col quale le imprese affidatarie di CMC avrebbero ricevuto un’anticipazione dei crediti vantati fino al 70 per cento”. Lo dice Mario Ridulfo, segretario regionale della Fillea Cgil, “per evitare l’ennesimo blocco di ogni attività nei cantieri lungo la ss 640 Agrigento-Caltanissetta e la ss 121 Palermo-Agrigento” “Bisogna scongiurare l’ennesimo danno, questa volta irreversibile verso un territorio e una popolazione già colpita da ritardi e fallimenti nella gestione delle opere pubbliche in Sicilia – aggiunge – Se gli appelli, ancora una volta dovessero cadere nel vuoto, sarà inevitabile una mobilitazione dei lavoratori e della popolazione interessata”.
A Musumeci però ribattono i 5 Stelle siciliani, che imputano ala Lega la responsabilità della scelta di far saltare la norma. “Scellerata la scelta del ritiro dell’emendamento salvaimprese sulla Caltanissetta-Agrigento e sulla Agrigento-Palermo? Su questo concordiamo con Musumeci, visto che si tratta di una decisione voluta dalla Lega, che si è impuntata su questo. A Musumeci, loquace a corrente alternata, visto che finora ha brillato per il suo inqualificabile silenzio sugli indagati all’Ars e sul caso Savona, consiglieremmo comunque di conservare il fiato che spreca per attaccare Toninelli per suggerire ai suoi colleghi della Lega in Parlamento di non fare bizze in occasione dell’emendamento che il M5S ripresenterà nel dl crescita e che prevederà sempre il fondo salvaimprese”. Lo affermano i deputati del M5S all’Ars Giancarlo Cancelleri, Salvo Siragusa e Giovanni Di Caro, che ricordano che in “pochi possono proferire tranquillamente parola sulle infrastrutture, a partire da Faraone, che con Del Rio veniva ad inaugurare il nulla, per finire a Falcone, che il 14 dicembre dello scorso anno in quarta commissione all’Ars prese impegni che, a meno di miracoli, rimarranno lettera morta, e cioè il completamento per gennaio 2020 delle SS 121 e 189 e il recupero funzionale per dicembre 2021 del Ponte Morandi di Agrigento”.

