PALERMO – Al canile comunale di Palermo è scoppiata di nuovo l’emergenza. E’ infatti scaduta ieri la convenzione tra il comune di Palermo e gli animalisti che prevedeva che questi ultimi si occupassero dei cani e della pulizia delle gabbie, visto che la Reset, secondo l’interpretazione del contratto sinora applicata dalla burocrazia comunale, può occuparsi solo del verde e della pulizia degli uffici.
Una situazione che, sebbene prevedibile, è però diventata un’emergenza dal momento che né in bilancio, né con i prelievi del fondo di riserva, sono stati stanziati i 600 mila euro richiesti dal capoarea. Il canile di via Tiro a Segno ha infatti bisogno di urgenti lavori di adeguamento per poter continuare ad ospitare gli animali: lavori sinora bloccati dalla necessità di dover spostare altrove i cani. Un problema di cui finora nessuno è riuscito a venire a capo, anche se gli attuali dirigenti hanno cominciato a far traslocare il personale comunale e, gradualmente, anche gli animali. Ad oggi sarebbero circa 120 i cani ancora presenti in via Tiro a Segno.
Il punto cruciale è però la gestione del canile che, fino ad alcuni anni fa, era affidata al personale Gesip; quando però la partecipata è finita sull’orlo del precipizio, per i ben noti problemi finanziari, Palazzo delle Aquile ha siglato una convenzione onerosa con le associazioni animaliste che, in cambio di alcune di migliaia di euro, si occupano di accudire e accalappiare i cani. Il personale ex Gesip, nel frattempo diventato Reset, ha continuato a operare ma solo per la cura del verde e la pulizia degli uffici. Per i burocrati comunali, però, dovrebbe occuparsi anche della pulizia delle gabbie: una divergenza interpretativa che finora ha reso necessari gli animalisti.
Gli uffici hanno chiesto le risorse necessarie per poter rinnovare la convenzione, sebbene l’obiettivo sia quello di riportare la situazione alla normalità facendo gestire il canile al personale comunale. Ma senza soldi l’impresa è praticamente impossibile gestire la transizione tra gli animalisti, che chiedono una convenzione onerosa, e Reset: l’assessore al Verde, Francesco Raimondo, ha annunciato l’intenzione di rinnovare la convenzione almeno per un altro mese, ma il problema rischia di essere soltanto rimandato. Le polemiche, in via Tiro a Segno, del resto non sono nuove: già lo scorso anno le associazioni avevano presentato un esposto in Procura e lamentato la presenza di un’ulteriore associazione che operava senza convenzione.
Stamattina gli animalisti hanno organizzato un sit-in. “Ancora una volta l’intervento delle associazioni animaliste e dei volontari – dice Giusi Caldo, che da anni fa volontariato nella struttura – ha messo pezza sull’inefficienza e l’incapacità gestionale del Comune. E’ inammissibile che il Comune pur sapendo della scadenza della convenzione con l’associazione Ada non abbia per tempo predisposto le misure necessarie ad evitare l’interruzione del servizio”.
“Da stamattina questi cani non dovevano avere né cibo, né acqua – dice il consigliere comunale del Pd Fabrizio Ferrara – e se ciò non è avvenuto è solo grazie ai volontari. La scadenza della convenzione era certa e fissata al 19 gennaio, mi chiedo come sia stato possibile arrivare a questo punto: chiederemo spiegazioni a un assessore assente e capace unicamente di far finire Palermo nell’ennesima emergenza. I volontari ancora una volta hanno sopperito alle mancanze dell’amministrazione per amore verso gli animali, ma è chiaro che così non si può andare avanti: servono soluzioni strutturali. E una di queste potrebbe essere cambiare l’assessore al ramo”.
“La convenzione tra il comune di Palermo e le associazioni animaliste è scaduta e non è stata rinnovata, la gara non è stata bandita e la Reset potrebbe avere qualche problema burocratico nella gestione della struttura. Insomma, il canile vive l’ennesima emergenza”, dice il consigliere comunale di Palermo del Misto Filippo Occhipinti, che aggiunge: “Vorremmo anche sapere che fine hanno fatto le indagini interne sul fatto che la scorsa estate una associazione, senza alcuna convenzione, ha prelevato 200 cani dalla struttura. Il sindaco ancora una volta dimentica i diritti degli animali, i volontari e le promesse fatte in campagna elettorale”.
“Sono incredula – attacca la deputata M5S alla Camera, Chiara Di Benedetto – poiché la struttura è già carente, da ogni punto di vista, dei requisiti minimi per garantire ai cani presenti una vita dignitosa, così come ho denunciato a mezzo stampa e presentando un esposto in Procura. Non conosco i motivi del mancato rinnovo e, del resto, il Comune non ha mai risposto alle mie richieste di accesso agli atti, dimostrando una totale mancanza di trasparenza, ma ciò che mi preoccupa maggiormente è sapere da chi verrà assicurato il servizio di cura e custodia dei cani, quali garanzie di affidabilità saranno date, se chi si occuperà di questo compito è adeguatamente formato e se faranno i controlli pre e post affido dei cani che saranno adottati al canile. Ciò che interessa al M5S è esclusivamente la tutela dei cani, che sono soggetti deboli e che già pagano abbastanza stando confinati in una gabbia del canile spesso fino alla morte. Non mancherà mai da parte nostra la continua attenzione sulle strutture di via Tiro a segno ed ex macello e se sarà necessario farò ispezioni periodiche al fine di verificare le condizioni di detenzione dei cani”.

