"Se l'ex pm entra dalla finestra"| Avvenire se la prende con Ingroia - Live Sicilia

“Se l’ex pm entra dalla finestra”| Avvenire se la prende con Ingroia

Questo il titolo con cui il quotidiano cattolico Avvenire se la prende con la decisione di Antonio Ingroia di farsi avvocato di parte civile nel "discusso processo di Palermo sulla presunta trattativa Stato-mafia". Secondo il giornale "Ingroia continua a far parlare di sé finendo per oscurare la dimensione processuale vera e propria".

la polemica sul quotidiano
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PALERMO – “Se l’ex-pm rientra dalla finestra”. E’ il titolo di un corsivo con cui il quotidiano cattolico Avvenire se la prende con la decisione di Antonio Ingroia di farsi avvocato di parte civile nel “discusso processo di Palermo sulla presunta trattativa Stato-mafia”, che secondo il giornale della Cei “continua a far parlare di sé, con una continua esposizione mediatica sensazionalistica che finisce per oscurare la dimensione processuale vera e propria”.

“L’ultima trovata – spiega – è la decisione a sorpresa di Antonio Ingroia di rappresentare una delle parti civili”. “È vero – sottolinea Avvenire -, nessuna legge impedisce a un pm che ha istruito il processo di parteciparvi come avvocato. Ma è pur vero che da chi si è fatto spesso paladino della legalità e della correttezza ci si sarebbe aspettato un sussulto di dignità, evitando di rientrare dalla finestra in un processo dal quale è uscito volontariamente e dalla porta principale, poco prima che iniziasse il dibattimento, tra lo sconcerto di molti suoi colleghi”.


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Commenti

    Vi chiedete perché ? Tutto può la magistratura , vero potere assoluto dello stato, gli unici dipendenti statali non sottoposti a visita medica !!!!!! Che c’entra direte ……………..

    Sono d’accordo , fuori luogo e di pessimo gusto, come tutto il resto che ha armato dentro e fuori la magistratura.

    L’art.18 della legge sull’ordinamento della professione forense prevede che:

    “””” La professione di avvocato è incompatibile:
    c) ….. con la qualità di amministratore unico o consigliere delegato di società di capitali, anche in forma cooperativa, nonché con la qualità di presidente di consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione. L’incompatibilità non sussiste se l’oggetto della attività della società è limitato esclusivamente all’amministrazione di beni, personali o familiari, nonché per gli enti e consorzi pubblici e per le società a capitale interamente pubblico; “””””””.

    Il Dott. Ingroia, forse, non è a conoscenza del fatto che la professione di Avvocato è, con ogni probabilità, incompatibile con la attività di commissario e legale rappresentante della Società “Sicilia e-Servizi spa”.

    ancora vi scandalizzate? fatevi una bella risata e sopravviverete, altrimenti c’è da scappare!

    Basta con sto tizio… E’ uno dei fortunatamente pochi magistrati che mi fa pensare che Silvio ha ragione..

    Veramente un bell’art. dell’avvenire.
    Di Ingroia se detto e scritto tanto. Sicuramente è un personaggio alla ricerca della prima pagina e non ultimo , anche abbastanza confuso di cosa vuole fare.
    Il tempo sarà Giudice.

    Ma questo ci fà o c’è

    Se l’ex pm rientra dalla finestra….è violazione di domicilio!

    Siamo in Italia e nessuno si indigna più per le scorrettezze di nessuno. Certamente Paolo Borsellino non avrebbe mai commesso le scorrettezze di questo piccolo uomo che si crede indispensabile per quel processo. Dovrebbe provare un po’ di vergogna

    Magistratura fate il vostro dovere e richiamare ingroia non può fare l avvocato quando era magistrato dello stesso processo senza invalidare il processo stesso e poi non può fare l avvocato quando a degli incarichi statali fare voi ma aggiustate la situazione o in voi non crederà piu nessuno e si dirà che Silvio a ragione salvatevi la faccia per favore

    Ingroia non si rassegna ed intende seguire il processo sulla trattativa stato mafia come avvocato. Il suo comportamento è quantomeno sconcertante e mette in serio imbarazzo i suoi ex colleghi magistrati. La sua è mania di protagonismo.

    MA L’AVVENIRE E’ L’AVVOCATO DI NICOLA MANCINO ?
    Ecco infatti cosa scrisse un anno fa ?

    27 luglio 2012
    L’altro editoriale

    La speranza

    Si può morire per salvare la propria dignità e quella delle istituzioni e degli ideali che si rappresentano e per i quali ci si è battuti. E si può morire di dignità offesa. In molti modi: chiudendosi in una sorta di lutto interiore o difendendo con accorata incredulità il proprio rigore e la propria onestà o, infine, semplicemente di crepacuore.

    Bisogna che la gente di questo nostro Paese, bisogna che tutti noi che a volte ci impanchiamo a frettolosi giudici, ce lo ricordiamo sempre. Ci sono persone profondamente per bene tra coloro che servono lo Stato. Persone come Loris D’Ambrosio, il magistrato e collaboratore del Quirinale improvvisamente e dolorosamente morto ieri.

    E ci sono politici così. Uomini di governo e delle istituzioni, ne cito due che ho conosciuto personalmente e seguito da cronista nei diversi giornali dove ho lavorato, come Giovanni Conso e Nicola Mancino. Non c’è dolore più grande e più mortale per una persona seria e giusta come D’Ambrosio, per chi svolge o ha svolto il proprio mestiere o il proprio incarico in scienza e coscienza, con senso del dovere e delle regole, che sentirsi in una morsa mediatico-giudiziaria, accusato di nefandezza e di oscura tresca; accusato di sporcare il ruolo che si è ricoperto e cercato di onorare. Tutto ciò provoca un «rammarico atroce», ha detto ieri il presidente Giorgio Napolitano. Condividiamo questo sentimento. E speriamo che altri ne siano finalmente capaci.

    Marco Tarquinio

    QUESTO ATTESTATO DI BENENERENZA A NICOLA MANCINO E’ SOSPETTO !

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