Da rudere a nuova sede dell'Inps| Il piano per il Don Bosco Sampolo - Live Sicilia

Da rudere a nuova sede dell’Inps| Il piano per il Don Bosco Sampolo

Il Don Bosco Sampolo di Palermo

L'Istituto chiede un accordo col Comune, ma non mancano i problemi.

Palermo
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PALERMO – Cedere alcune aree alla chiesetta, dare la grande area verde al Comune per farne un polmone al servizio del quartiere Sampolo, rimettere a nuovo l’edificio per ospitare la nuova sede regionale dell’Inps e trasferire l’agenzia Sud in quarta circoscrizione, risparmiando milioni di euro d’affitto e garantendo servizi alla città. Potrebbe essere questa l’operazione per scrivere una nuova pagina della storia di quel che fu il Don Bosco di via Sampolo, a Palermo.

Un’area di 5.400 metri quadrati che per decenni ha ospitato le scuole salesiane in cui si sono formate intere generazioni di palermitani (ma molti venivano anche dalle province di Agrigento, Trapani e Caltanissetta) che, col tempo, hanno visto sfiorire i luoghi della propria infanzia. Un centro di formazione considerato d’élite, creato all’inizio del Novecento e che fino al 1987 ha ospitato le scuole medie e il ginnasio con un migliaio di studenti che, oltre alle lezioni, passavano il proprio tempo tra sport e laboratori: su quei banchi hanno studiato, tra gli altri, il giudice Antonio Balsamo, l’avvocato Enzo Fragalà, l’ex Procuratore Francesco Messineo, i professori Giusto Monaco e Nicola Bonacasa, Nino Barraco, la famiglia Alessi, il sindaco Nello Martellucci e il servo di Dio Antonino Petyx.

Ma alla fine degli anni Ottanta, complice il passare del tempo, i salesiani hanno lasciato il complesso del Sampolo divenuto nel frattempo di proprietà di alcune casse di previdenza confluite nell’Inpdap che ha acquisito l’area nel 1994, per poi a sua volta essere inglobata nell’Inps che oggi si ritrova la struttura sul groppone. Con gli anni l’area, su cui vigono anche dei vincoli della Sovrintendenza, è caduta nel degrado ma nel 2016 l’Istituto nazionale di previdenza ha deciso di voltare pagina: muro di cinta rimesso a nuovo, vigilanza, giardino ripulito, tetto riparato e manutenzione straordinaria, così da evitare vandali e occupazioni abusive.

Un tentativo di riqualificare tutta l’area che però non si è fermato qui. L’anno scorso, infatti, l’Inps ha scritto al comune di Palermo avanzando l’ipotesi di un’operazione che prevede il coinvolgimento di più attori. L’Istituto, infatti, vorrebbe rimettere a nuovo il complesso edilizio spostandovi la Direzione regionale, che oggi si trova in via Laurana in un immobile non di proprietà e per il quale si paga un affitto di circa due milioni di euro l’anno, cedendo invece la grande area verde al Comune che potrebbe così aprirla al quartiere e all’intera città. Uno spostamento che consentirebbe all’Inps di risparmiare un bel po’ di soldi, usando una struttura propria, ma che permetterebbe anche di regolarizzare i confini con la chiesetta, che si ritroverebbe così con un accesso autonomo da via Sampolo e lo spazio per il sagrato.

In cambio dei giardini, però, l’Inps vorrebbe dal Comune il corpo basso di un edificio che si trova in viale Regione siciliana, quasi all’incrocio con corso Calatafimi, in un’area che oggi ospita la Quarta circoscrizione: qui, fatti i necessari lavori, dovrebbe sorgere l’agenzia Palermo Sud, temporaneamente spostata in via Laurana. Uno scambio alla pari, spiegano dall’Inps, visto che il valore coinciderebbe con quello dei giardini di via Sampolo, ma anche un modo per creare un polo decentrato a servizio di quella porzione di città. “Abbiamo scritto al Comune nel 2017 e nuovamente ad aprile del 2018 – dice il direttore regionale dell’Inps Sergio Saltalamacchia – Ma siamo ancora in attesa di una risposta definitiva”.

Un piano che si scontra, però, con l’esigenza di trovare un’altra sistemazione alla Circoscrizione. “Qui ci sono i nostri uffici, l’aula consiliare, i vigili urbani, lo sportello polifunzionale e la stanza matrimoni con una media utenti giornalieri di 300 persone – spiega il presidente Silvio Moncada – Non siamo contrari a priori, ma il Comune deve dirci dove dovremmo andare. In passato c’era stata un’interlocuzione con l’Inps, ci eravamo detti disponibili a cedere loro un intero piano e alcune stanze del piano terra, ma la cosa non è andata a buon fine. Se l’amministrazione ci fornisce un’alternativa, siamo disposti a valutarla”. E l’alternativa potrebbero essere gli uffici di via Ernesto Basile che oggi ospitano l’ufficio H: “Si tratta di strutture più moderne – continua Moncada – Se il Comune trovasse una sede alternativa agli uffici che ci sono ora, lì potrebbe andarci l’Inps o la circoscrizione. Sia chiaro, noi vogliamo che l’Inps venga nei nostri quartieri, ma di certo non possiamo restare senza sede”.

L’assessore al Patrimonio, Antonio Gentile, allarga però le braccia: “La proposta non va bene – spiega a Livesicilia – Rispetto a un’interlocuzione iniziale, in un secondo momento l’Inps ha prospettato esigenze diverse di spazi, quindi abbiamo chiesto di rimodulare l’offerta e di rivedere il valore dei beni in questione e attendiamo di riceverla. C’è un richiesta di incontro tra i loro tecnici e i nostri per un sopralluogo, speriamo di arrivare a un punto di incontro”. Il sindaco Orlando ha firmato una nota la scorsa primavera che conferma l’interesse alla proposta, salvo trovare un accordo che coinvolga la circoscrizione e rivalutare i beni. Trattativa che in questi mesi, però, sembra essersi arenata col risultato che il futuro del Don Bosco Sampolo rimane avvolto nell’incertezza.

 


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Commenti

    L’assessorato regionale alle attività produttive, sito in via degli Emiri, utilizza, in locazione, spazi sovradimensionati rispetto alle sue esigenze….

    Ma non sono locali confiscati ?

    Ho studiato al Sampolo, entrando con i pantaloncini corti, calze bianche corte e faccia da bambino, sono uscito, diplomato al liceo classico con pantaloni alla Celentano e barba incolta. Sono diventato uomo e ho deciso di sposarmi al Sampolo.
    Quanta tristezza sentire la violenza che si vuole scaricare sui miei ricordi, ma forse è giusto così purché si lasci traccia del passato. Visibile anche a chi, come me, considera il Sampolo un po’ come casa propria.

    “per poi a sua volta essere inglobata nell’Inps che oggi si ritrova la struttura sul groppone”: prima se la compra, ma poi se la ritrova “sul groppone”. Ma poi vi pare questo il modo di trattare una struttura scolastica validissima e storica?? La Chiesa cosa ne pensa?

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