Senato parte civile |contro Berlusconi

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Grasso dà il via libera alla costituzione nel processo di Napoli. Ma il consiglio di presidenza aveva votato per il "no". E scoppia la polemica.

La compravendita di senatori
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ROMA – Dal consiglio di presidenza era arrivato, a maggioranza, un “no”. Ma il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha deciso ugualmente di procedere: Palazzo Madama sarà parte civile nel processo contro Silvio Berlusconi, accusato dalla procura di Napoli di aver organizzato una compravendita di senatori. Nel pomeriggio aveva suscitato polemiche il voto del consiglio di presidenza di Palazzo Madama: i voti a favore della costituzione di parte civile erano stati otto (provenienti da Pd, M5S, Sel e Gruppo Autonomie), mentre dieci componenti (espressi da Forza Italia, Lega, Gal, Ncd, Scelta civica e Popolari per l’Italia) avevano optato per il parere contrario.
Secondo Grasso, però, si trattava di un “dovere morale”. “Il presidente – si legge in un comunicato di Palazzo Madama – ha ritenuto che l’identificazione, prima da parte del pubblico ministero poi del giudice, del Senato della Repubblica italiana quale ‘persona offesa’ di fatti asseritamente avvenuti all’interno del Senato, e comunque relativi alla dignità dell’Istituzione, ponga un ineludibile dovere morale di partecipazione all’accertamento della verità, in base alle regole processuali e seguendo il naturale andamento del dibattimento”. Anche perché, osservano dall’entourage di Grasso, le forze che hanno votato “sì” sono più consistenti in Senato rispetto a quelle che hanno detto “no”.
Nel pomeriggio, però, la polemica era già partita. “Grasso – aveva dichiarato il vicepresidente di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri – non potrà non tenere conto del voto”. Parole alle quali avevano fatto eco quelle di Renato Brunetta, che invitava il presidente del Senato a non dar retta alla “sinistra antiberlusconista ad ogni costo”. Sul fronte opposto, dal Movimento 5 Stelle, erano arrivate invece bordate contro Linda Lanzillotta di Scelta civica, “rea” con Antonio De Poli dei Popolari per l’Italia di aver ribaltato la maggioranza col suo “no”. Grasso, ad ogni modo, è andato avanti: il parere, infatti, era solo consultivo, e quindi non gli legava le mani. Nel clima di rovente di questi giorni, un’altra polemica è pronta.

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