Sentenza senza omissis, ex direttore del Sole24ore assolto a Catania

Sentenza senza omissis, ex direttore del Sole24ore assolto a Catania

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La sentenza del Tribunale. La vicenda è nata dalla denuncia dei genitori di una vittima di reati sessuali.

CATANIA – Roberto Napoletano, ex direttore del Sole24ore, è stato assolto per non aver commesso il fatto dal Tribunale monocratico di Catania, giudice Stefania Cacciola. La vicenda giudiziaria è un po’ complessa. Il giornalista è stato accusato del reato (disciplinato dall’articolo 734 bis del codice penale) di divulgazione delle generalità della vittima di abusi. In rete, nel 2018, è finita una sentenza integrale della Cassazione. E tra quelle pagine c’era il nome di una minore vittima di reati sessuali, che come prevede la legge non era stato omissato.

La pubblicazione sul sito ‘ilsole24ore.com‘ ha portato alla denuncia dei genitori della ragazza  – assistiti dall’avvocato Michele Ragonese – contro il direttore della testata dove era comparso l’articolo dal titolo “Nessun limite alla provvisionale” con allegata la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione nella sua interezza, senza alcun omissis. Il pm d’udienza ha chiesto al Tribunale la condanna a tre mesi dell’ex direttore, ma alla fine il Tribunale ha assolto Roberto Napolitano riservandosi di depositare le motivazioni tra 90 giorni. 

La difesa – rappresentata dall’avvocato Caterina Malavenda e dal suo sostituto processuale avvocato  Giuseppe Sapienza Quattrocchi – ha dimostrato come il Sole 24 ore ha una struttura giornalistica bicefala, con una partizione ben delineata tra area giornalistica e non giornalistica. Roberto Napolitano ha responsabilità di controllo e verifica solo sull’area giornalistica e quindi non poteva avere alcuna responsabilità sulla pubblicazione documentale della sentenza che compete proprio ad alla parte non giornalistica. Inoltre – come è emerso nel corso del dibattimento – il Sole 24 ore ha affidato, secondo un accordo, ad una società esterna di servizi, la GM News, il compito di reperire le sentenze della cassazione e soprattutto di anonimizzarle se si tratta di documentazione con dati sensibili. I legali di Napoletano hanno dunque evidenziato che alcuna responsabilità potesse essere imputata al loro assistito. Una tesi difensiva che a quanto pare è stata sposata dalla giudice che ha assolto l’imputato per non aver commesso il fatto. 

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