Sicilia, droni: la flotta antincendio della Regione - Live Sicilia

Droni, quanto costa la flotta antincendio della Regione

La spesa per gli aerei a pilotaggio remoto: sono schierati contro i roghi
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CATANIA – Sono stati descritti come la novità della campagna antincendio del 2022: i droni della Regione, affidati al Corpo forestale per sorvegliare le aree più a rischio, sono stati citati in ogni conferenza stampa sulla prevenzione degli incendi. La promessa è che con i droni sarà possibile intercettare i piromani all’opera, o anticipare i focolai, o comunque sorvegliare il territorio e mappare le aree incendiate per aggiornare il catasto incendi. Ma quanto è costato alla Regione l’apertura di questo nuovo capitolo tecnologico, dall’acquisto dei droni alla formazione degli operatori per il volo?

Quanti droni?

Il numero di aerei a pilotaggio remoto della flotta regionale è sempre stato indicato, in dichiarazioni o conferenze stampa, come compreso tra i novanta e i cento. In effetti, navigando in un tortuosissimo percorso nella sezione “amministrazione trasparente” del portale della Regione, è possibile trovare le carte che riguardano l’acquisto di droni con diverse aziende, ma senza ottenere mai numeri precisi.

È possibile però trovare un’indicazione in un documento del Comando del Corpo forestale della regione, una determina a contrarre un’assicurazione obbligatoria per il pilotaggio dei droni. Da questo documento è possibile stabilire che la Regione è in possesso di almeno 85 Dji Mavic Mini 2 e 3 Dji Mavic 2 Enterprise Advanced, per un totale di 88 aerei a pilotaggio remoto. Non per tutti è stata richiesta un’assicurazione: “I 5 droni Dji Mavic Mini 2 e il drone Dji Mavic 2 Enterprise Advanced non rientranti nella polizza – si legge nella determina del Comando del Corpo forestale – saranno utilizzati quale riserva in caso di avaria di quelli assicurati”.

Gli acquisti

Sempre dalle carte disponibili sul sito della Regione è possibile rintracciare almeno tre operazioni di fornitura droni o servizi connessi ai droni. La prima è un impegno di spesa del 31 agosto scorso per acquisto droni dalla Professional Service srl di Cosenza, per una cifra di 73.540 euro. In nessuna parte del documento è indicato il numero di droni forniti dalla ditta e il modello, ma è verosimile che almeno in parte siano quelli di cui si parla nella richiesta di assicurazione per il pilotaggio.

Un’altra operazione, stavolta per “Servizio di sistema aeromobile a pilotaggio remoto (droni)”, risale a settembre 2021 e assegna 49.971 euro alla ditta Noon Srl di Palermo. Il ruolo dell’azienda palermitana nella campagna antincendio della Regione è stato più di sperimentazione e complemento alle operazioni già in corso, secondo quello che ha raccontato durante una dimostrazione pubblica di qualche tempo fa Giuseppe Chiarelli, Capo del dipartimento forestale: “Su Palermo, oltre ai droni della Regione, ci siamo dotati di questa ditta altamente specializzata, a livello sperimentale, per intensificare ulteriormente questi servizi”.

L’ultima fornitura di droni in termini di spesa che è possibile rintracciare negli archivi regionali è anche quella descritta in modo più preciso: è una determina del dicembre 2020 con cui si ordinano all’azienda Personal Drone di Vasto, in provincia di Chieti, 4 droni, di cui 3 più piccoli e uno “dotato di telecamera ad alta risoluzione”. Prezzo totale, 3.131 euro.

Quali droni?

Ma quale tipo di attrezzatura è stato acquistato dalla Regione per la campagna prevenzione antincendio? Di nuovo, l’unico dato certo sono quegli 82 droni per i quali è stata richiesta la copertura assicurativa. I quali non sono droni progettati apposta per il servizio antincendio. In particolare, il Dji Mavic Mini 2 è un piccolo apparecchio che atterra e decolla dal palmo di una mano, pesa meno di 250 grammi e dunque non ha bisogno di patenti particolari per il volo.

Con le dimensioni minuscole, però, arrivano diverse limitazioni: il drone non ha termocamere ma solo una normale fotocamera, ha un’autonomia di volo di 31 minuti e ha una temperatura operativa compresa tra 0 e 40 gradi. In più, il drone non può volare dopo il tramonto, e l’assenza di sistema anticollisione costringe a un volo a portata di vista dell’operatore. Il piccolo drone può sopportare venti fino a circa 36 chilometri orari, ma già in quelle condizioni l’autonomia si riduce drasticamente.

Dell’altro drone, il Dji Mavic 2 Enterprise Advanced, sono stati acquistati almeno tre esemplari, ed è stata richiesta l’assicurazione per il volo di due. Questo modello ha una termocamera e in teoria può quindi individuare una persona o un focolaio in mezzo alla boscaglia. L’autonomia massima è però sempre di una trentina di minuti. In più, pesando più di 250 grammi, per condurlo è obbligatorio un attestato Open A1 – A3.

La formazione

Sulla necessità di questa “patente di volo” si apre un altro capitolo di spesa connesso ai droni, ovvero quello della formazione. Per poter condurre i due droni Dji Mavic 2 Enterprise Advanced, per i quali è stata richiesta l’assicurazione di pilotaggio e che quindi possono volare in sicurezza e nel rispetto delle norme, la Regione ha formato ottanta operatori in cinque giorni, nell’aprile scorso. La formazione è stata affidata alla cooperativa Schera di Corleone: per il progetto sono stati stanziati 53.350 euro.


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