Sicilia, tutti vogliono vincere le regionali, ma...

“Abbiamo vinto le elezioni”. E poi che ve ne fate della Sicilia?

Palazzo d'Orleans
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Le strategie per Palazzo d'Orleans. Sì, ma come governerete?
LA COMPETIZIONE
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2 min di lettura

Che ve ne fate della Sicilia? Smorfiando la mitologica domanda di Togliatti a Pajetta, intorno alla ‘conquista’ della Prefettura di Milano, viene in mente il dibattito – sia nel centrodestra che nel centrosinistra – sulle prossime elezioni regionali. Una volta che avrete vinto, se vincerete, che ve ne farete della Sicilia?

Lo sforzo di accreditarsi come la migliore alchimia per il successo sottolinea il respiro corto della politica. Tutti vogliono vincere. Tutti mostrano sondaggi, intenzioni di voto, strategie, spiegando come e perché una certa idea di candidato avrebbe la meglio sulle altre.

Quasi nessuno dice, però, come saprebbe governare. Nel dettaglio, non con le semplici affermazioni di principio che restano nobilissime, ma non chiariscono nulla.

Pochi tentano di ragionare in maniera diversa, puntando sui contenuti, da isolati. Nel centrosinistra, nella sparuta minoranza, c’è Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd che ripete fino allo sfinimento: i contenuti, i contenuti, i contenuti…

Nel centrodestra spicca il commissario siciliano di Forza Italia, Nino Minardo, un ‘Grisù’ della politica (chi ricorda?) che si è messo in testa di spegnere le polemiche, per un fine collettivo, in un mondo di draghi e primedonne.

Eppure, la strada sarebbe semplice. Il governo Schifani volge all’epilogo della sua esperienza. Tanti elementi sono sul tavolo.

Nel centrosinistra si provi a spiegare cosa di diverso si farebbe, oltre l’anatema di riflesso dell’opposizione. Nel centrodestra si decida se va bene così, dunque garantendo una candidatura bis al presidente uscente. Oppure si dica che non va bene e perché, immaginando un nome diverso.

Altrimenti dovremmo pensare – e confessiamo di pensarlo, più spesso di quanto vorremmo – che la politica siciliana non punta al bene comune, ma alla ‘roba’ singolarmente intesa, al guadagno politico-personale (legittimo soltanto come corollario) dei partiti, come dei singoli. Il sospetto non è venuto solo a noi…

Le questioni roventi sono enormi. Citiamo l’intervento sui giovani di un imprenditore vero, Giuseppe Russello: “In Sicilia troppo spesso il talento resta isolato. Non sempre trova imprese pronte ad accoglierlo, scuole e università collegate al lavoro, pubbliche amministrazioni rapide, servizi adeguati, infrastrutture efficienti, contesti ordinati. E quando questi elementi mancano, il talento non scompare. Semplicemente si sposta dove trova condizioni migliori”.

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Continuando il sempiterno andazzo, non ci resta che aspettare che il prossimo presidente – chiunque egli sia – proclami solennemente: “Abbiamo vinto le elezioni”. Saremo lì con la nostra inesorabile domanda: e della Sicilia che ve ne fate?

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