Sicurezza nei presidi ospedalieri |Filo diretto polizia-pronto soccorso

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Per la Polizia di Stato si tratta di un nuovo strumento d’azione che consentirà l’immediato intervento delle Volanti. Borsellino: "E' un nuovo modello sperimentale"

il progetto
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3 min di lettura

Sala Operativa Polizia di Catania

CATANIA – Pronto Intervento e Pronto Soccorso sono due termini che evocano rapidità e protezione, difesa e rifugio: quale miglior sinergia, quindi, a garanzia dei cittadini? E la Questura di Catania scende in campo anche in questa direzione, realizzando un collegamento telefonico diretto ed esclusivo tra la Sala operativa della Polizia di Stato e i Presidî di Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro, dell’Azienda Ospedaliera Garibaldi e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico-Vittorio Emanuele.

In provincia, i collegamenti saranno assicurati dalle Sale operative del Commissariato di Acireale con il Pronto Soccorso di quel Centro; dal Commissariato di Adrano con i Pronto Soccorso di Bronte, Paternò e Biancavilla; dal Commissariato di Caltagirone con il Pronto Soccorso di Caltagirone e Militello Val di Catania. Un’iniziativa importante, quindi, che ha visto la luce grazie anche all’impegno e alla condivisione dell’Assessore Regionale alla Sanità Lucia Borsellino.

A sugellare la convenzione, per l’Amministrazione della Polizia di Stato, il Prefetto di Catania Maria Guia Federico e il Questore Marcello Cardona che ha fortemente voluto la realizzazione del progetto; per l’Amministrazione sanitaria, il Direttore Generale dell’ASP di Catania dott.ssa Ida Grossi, il Direttore Generale dell’Arnas Garibaldi Giorgio Santonocito, il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro Angelo Pellicanò e il Direttore Generale dell’Azienda Policlinico – Vittorio Emanuele Salvatore Paolo Cantaro.

Per la Polizia di Stato si tratta di un nuovo strumento d’azione che consentirà l’immediato intervento delle Volanti. Negli ultimi tempi, infatti, si sono verificati diversi atti di violenza proprio ai danni di coloro i quali dovrebbero preoccuparsi unicamente di assistere e curare. A seguito di tali episodi, le organizzazioni di categoria hanno espresso la loro apprensione per l’incolumità degli operatori sanitari che lavorano nelle strutture d’emergenza e che hanno il primo contatto con i pazienti.

I Centri sanitari di Pronto Soccorso, dal canto loro, s’impegnano all’invio telematico – diretto e immediato – dei referti medici all’Ufficio Sanitario Provinciale della Polizia di Stato, i cui medici ne valuteranno i profili investigativi e di polizia giudiziaria, allo scopo di garantire un rapido intervento nei casi in cui si concretizzi un reato o un pericolo per l’incolumità e/o la salute pubblica.

Celerità e immediatezza sono termini che si rincorrono in un progetto che porta la Polizia di Stato più vicina ai cittadini, per garantire sicurezza, per “Esserci Sempre”.

“E’ un protocollo tra istituzioni che vedrà una collaborazione sinergica tra assessorato alla Salute, le aziende che ricadono nel territorio dell’Area metropolitana di Catania, l’Asp, le aziende ospedaliere Cannizzaro, Garibaldi e Policlinico-Vittorio Emanuele, Questura e Prefettura”. Lo ha detto l’assessore Lucia Borsellino sul collegamento telefonico diretto tra la sala operativa della polizia di Stato e i presidi di Pronto Soccorso delle aziende ospedaliere etnee. “E’ un nuovo modello sperimentale – ha aggiunto l’assessore – che non richiede una postazione sistematica con dispendio di risorse umane, ma con un punto telefonico dedicato in ogni Pronto Soccorso e con una trasmissione sistematica, ad indirizzi di posta elettronica dedicata, di tutti i referti medici di cui i sanitari riconoscono la necessità di un approfondimento investigativo”. “Un progetto importante – ha sottolineato Lucia Borsellino – perché favorisce l’emersione di un fenomeno che spesso viene sottaciuto da parte di chi si reca al pronto soccorso già in confusione di disagio. La stessa trasmissione del referto medico può aiutare, ad esempio, a fare emergere episodi di violenza spesso fondi,agi tra le pareti domestiche. Per questo auspichiamo – ha concluso l’assessore regionale alla Sanità – la possibile trasferibilità di questo modello operativo anche in altri contesti territoriali”.


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