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E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).
L'Etna fa venire a galla tutte le fragilità della Sicilia dovute all'indolenza, all'incompetenza della politica cosi attenta al proprio potere mentre l'ammalato Sicilia muore. Non è solo l'aeroporto ma tutti collegamenti che non funzionano. Le autostrade, le ferrovie sono da terzo mondo. Lombardo Crocetta, Mussomeci e Schifani si sono rivelati incapaci. Il caldo, la siciità e gli eventi naturali evidenziano i disagi dei siciliani e di conseguenza ci fanno giudicare dal mondo intero. In questo contesto si parla di Ponte sullo stretto.
Daspo? Lo dispone l'Autorita'ma non certo su richiesta del cittadino. Invero,nelle more non si riscontra nel merito alcuna pubblica attivita' da parte di chicchesia,che ribadisco,non puo'essere accolta.
In Sicilia mancano gli ispettori del lavoro.
L'unica cosa di cui si occupano è la sedia.


Signora Siracusano , capisco che sotto elezioni europee ognuno prende la parola per andare su i giornali , ma ai siciliani del ponte sullo stretto non frega un beato tubo , noi vorremmo le commissioni per fare ripartire il lavoro e le iniziative adatte a ciò e se non sbaglio qualche cosa in materia sembrerebbe essere stata fatta col reddito di cittadinanza e la riforma dei centri dell impiego anche se tale provvedimento sembrerebbe avere l effetto dell acqua benedetta sul demoni per forza Italia comunque in ogni caso aspettiamo il giudizio politico delle europee , certo se il Berlusca farà un flop a maggio in Sardegna il segnale politico sarà incontestabile
E se lo finanziasse interamente la Regione Siciliana ottenendo l’esclusiva sui pedaggi? I soldi li abbiamo ed il prestigio e la competenza del grande Ente promotore pure, Governatore perchè non ci proviamo?
Ma come si fa a parlare di ponte sullo stretto di Messina quando le strade e le ferrovie sono da terzo mondo? In un simile contesto infrastruttrale il ponte sarebbe un monumento allo spreco. IL collo di bottiglia negli scambi tra la SAicilia ed il continente non è sicuramente lo Stretto ma l’inadeguatezza delle reti stradali e ferroviarie della Regione. Inoltre parlare di TAV a proposito del Ponte di Messina è un autentico esempio di “pubblicità ingannevole” in quanto in nessun viadotto con campata superiore a 1500 mt c’è una linea ferrata.
Ma i soldi li abbiamo ? Ma allora non esistono pignoramenti di creditori alla regione ? Allora non è vero che non ci sono soldi per le ex provincie e per le ipab ? Allora sono false notizie di stampa e gli impiegati che salgono su i tetti sino solo dei fotomontaggi !
Come l’influenza stagionale, arriva l’ennesima luminosa affermazione sul ponte. Siamo all’accanimento terapeutico. Dopo anni, nei quali tra progetti inutili e ruberie, commissioni e società a spese dello stato e della regione (dimentichiamo i politici che hanno campato grazie alla società dello stretto) e costatici quasi un miliardo di euro, dal 1981. Roba da vergognarsi per secoli e impedire, proposte solo elettorali, come queste. Fate le ferrovie, fate le strade, date lavoro e poi, vedrete che riportando i trasporti fuori dal monopolio della tourist, si riuscirà ad entrare nel secolo nuovo. Ipocriti