Società in house, altri sei mesi| per Sispi e Palermo Energia - Live Sicilia

Società in house, altri sei mesi| per Sispi e Palermo Energia

Il "Decreto del fare" del governo Letta fa slittare di sei mesi la privatizzazione delle società strumentali come Sispi e Palermo Energia.

SCARPINATO: "SEGNALE DI ATTENZIONE"
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PALERMO – Sispi e Palermo Energia possono tirare, per il momento, un sospiro di sollievo. Il nuovo “Decreto del fare”, approvato qualche giorno fa dal governo Letta, ha concesso infatti altri sei mesi di tempo a comuni, province e regioni per risolvere il problema delle società strumentali, ovvero quelle che svolgono almeno il 90 per cento delle proprie attività per il proprio ente locale.

A Palermo, in particolare, sono due le realtà interessate: la Sispi, società del Comune che si occupa di servizi informatici, e la Palermo Energia, che svolge attività per conto di Palazzo Comitini e presto dovrebbe cominciare anche a trattare di pannelli solari e controlli su caldaie. La spending review di montiana memoria obbligava infatti gli enti locali a privatizzare le società strumentali entro il 30 giugno oppure a liquidarle entro fine anno, mettendo così a rischio centinaia di lavoratori. Secondo i dati de “Il Sole 24 ore”, infatti, si parla di quasi 3.400 società per almeno 240mila dipendenti in tutta Italia: le normative propendono ormai per l’esternalizzazione dei servizi strumentali.

Ma, con l’articolo 49 del “Decreto del fare”, tutto viene rinviato di sei mesi: privatizzazioni entro il 2013 (con affidamento quinquennale) o liquidazione entro giugno 2014. Il problema quindi non è risolto, ma lo slittamento darà tempo in più per ottenere una deroga da parte dell’Autorità per la concorrenza, che potrebbe concederla solo se verificasse che i servizi svolti dalla società non sono privatizzabili o sono più convenienti se restano pubblici. Istanza già presentata in tempo per Sispi, mentre quella per Palermo Energia è arrivata solo pochi giorni fa, il che avrebbe potuto comportare qualche problema se fosse rimasto il termine del 30 giugno 2013.

“Il governo nazionale dà una boccata di ossigeno a tanti lavoratori – commenta con soddisfazione il capogruppo di Amo Palermo a Sala delle Lapidi, Francesco Scarpinato – parliamo di una vicenda delicata che riguarda i livelli occupazionali. Il problema non è risolto, è solo spostato in avanti ma intanto è un importante segnale di attenzione a una delicata vicenda. Il comune di Palermo non si adagi sugli allori ma continui a pressare il governo nazionale, chiedendo di prendere parte ai prossimi tavoli tecnici per la tutela dei lavoratori palermitani”.

 


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