PALERMO – Oltre quattro milioni per incarichi legali in due anni e mezzo. La maggior parte della somma, distribuita a una ristretta cerchia di nomi. L’Irsap è il paradiso degli avvocati. I dati sono stati portati oggi in commissione bilancio presieduta da Vincenzo Vinciullo dall’assessore alle Attività produttive Mariella Lo Bello. Numeri che hanno fatto saltare sulla sedia i deputati.
Tra il 2013 e il 2016, anni in cui a guidare l’Irsap è stato quasi sempre Alfonso Cicero, (CHE REPLICA QUI) dimessosi polemicamente a metà del 2015, l’ente che ha riunito gli undici consorzi Asi di Sicilia ha speso 4,080 milioni di euro per incarichi a legali.
Una scelta operata attingendo da un lungo albo, composto da oltre 560 nomi. Eppure, dando un’occhiata all’elenco portato a Palazzo dei Normanni, è evidente come questi incarichi abbiano “baciato” molto spesso gli stessi professionisti.
A fare la parte del leone, in particolare, due avvocati. Si tratta di Giuseppe Pignatone e Massimo Marinelli. Per entrambi, compensi complessivi che si aggirano attorno ai 200 mila euro netti. Quattrocento in tutto, quindi. Un decimo dell’intera somma spesa per incarichi esterni è andata a due soli professionisti. Pignatone, in particolare, ha seguito una delle cause più onerose, che si è tradotta in una parcella di quasi 74 mila euro.
Ma ecco anche spuntare, ovviamente, qualche nome noto all’opinione pubblica. E in un certo senso, gli incarichi dell’Irsap ripercorrono la breve recente storia di Riscossione Sicilia. Tra i “consulenti” che hanno ricevuto compensi in questo periodo, ecco anche l’attuale amministratore unico Antonio Fiumefreddo e chi l’ha preceduto nel ruolo di guida della società partecipata, cioè Lucia Di Salvo. Per il primo, compensi complessivi che si aggirano attorno ai 75 mila euro, per la seconda più o meno la metà (circa 40 mila euro). È andata meno bene all’ex braccio destro di Crocetta, cioè Stefano Polizzotto: per lui i compensi non arrivano a 30 mila euro. “Ma a dire il vero – replica Polizzotto – non mi hanno mai pagato: dall’Irsap non ho ricrevuto un euro”.
Ma come detto, nonostante il lunghissimo albo di professionisti da cui attingere, alcuni nomi sono stati ricorrenti. È il caso ad esempio di Massimo Piazza, che ha ricevuto compensi per circa 120 mila euro, Antonio Sapienza (circa 65 mila euro), Harald Bonura (per lui compensi attorno ai 50 mila euro), il professore Alfredo Galasso (45 mila euro circa), Marianna Lo Porto (quasi 40 mila), Andrea Gemma (oltre 35 mila).
Paradiso nel paradiso è la provincia di Messina: la gestione delle liti di quel consorzio ha comportato una spesa superiore al milione di euro. Addirittura il doppio di quanto sia stato speso a Palermo (569 mila euro). E intanto l’Irsap affonda tra i debiti. Una crisi finanziaria che ha finito per bloccare per mesi anche gli stipendi dei dipendenti.

