PALERMO – Una breve fuga a Pantelleria con la sorella Fiammetta per riflettere sulle ultime, terribili, settimane che hanno sconvolto la sua vita politica e personale, proprio in prossimità dell’anniversario della strage di via D’Amelio. Ora che l’ex assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, è tornata a Palermo rompe il silenzio e lo fa con un’intervista rilasciata a Repubblica in cui spiega i motivi del suo addio al vertice dell’assessorato di piazza Ottavio Ziino.
La Borsellino non vuol passare come una che ha gettato la spugna ma motiva le sue dimissioni con la volontà di “opporsi a quel coacervo di interessi che c’è dietro alla sanità. Era necessario un solido fronte comune che nei fatti non c’è stato”.
Dell’intercettazione pubblicata da l’Espresso, al centro di un giallo sulla sua esistenza, nella quale il dottore Tutino auspica una brutta fine per la Borsellino, analogamente a quella riservata a suo padre, Lucia dice che non è stata la causa scatenante delle sue dimissioni. “Ho cominciato a maturare questa decisione da alcuni mesi. Non sapevo di quella intercettazione. Quello che avevo da dire sul clima di diffidenza e ostilità l’ho già riferito agli organi inquirenti. Fin dal primo giorno ho avuto ben chiaro che nei miei confronti c’era un clima di ostilità e di diffidenza. Accadevano cose alle mie spalle delle quali il presidente non mi ha detto. Ho lavorato da dirigente generale, capo del dipartimento attività sanitaria, col precedente governo. Poi, nel novembre 2012, sono diventata assessore. Ecco: sembrava che dovessi dimostrare sempre qualche forma di lealtà a questo esecutivo, sembrava di essere continuamente sotto esame”.
Poi l’ex assessore spiega i motivi del suo addio: “Ho deciso di interrompere questa esperienza definitivamente quando ho avvertito la grande distanza che vi era tra me e le reazioni pubblicamente rese dal presidente di fronte all’arresto del dottor Tutino, volte a minimizzare quanto accaduto”.
E sulla ipotesi di una candidatura alla presidenza della Regione Lucia taglia corto: “Non mi interessa”.

