CATANIA – Un rapinatore è morto e un altro, 14enne, è rimasto ferito in una sparatoria in un’area servizio della tangenziale di Catania con una pattuglia del servizio scorte della polizia di Stato durante un assalto. Il minorenne è ricoverato in gravi condizioni. Un terzo complice è stato arrestato, un quarto è fuggito. La Procura ha aperto un’inchiesta.
AGGIORNAMENTO 29.01. Sono stabili, ma restano molti gravi le condizioni del 14enne ferito da un agente di polizia durante una rapina alla rivendita di tabacchi annessa alla stazione di servizio Agip della tangenziale di Catania. Il minorenne è stato operato alla testa nel reparto di neurochirurgia del Policlinico e la prognosi resta riservata. Continuano intanto le indagini della squadra mobile della Questura per identificare il quarto complice del gruppo riuscito a fuggire mettendosi alla guida di un’Opel Corsa, ritrovata poco dopo nel popoloso rione di Librino. La vettura, il cui furto era stato denunciato da una decina di giorni, sarebbe stata utilizzata nel pomeriggio antecedente la sparatoria sulla tangenziale per rapinare una profumeria della zona commerciale di Misterbianco.
Secondo la ricostruzione, tre banditi erano scesi da un’auto, mentre un quarto li aspettava alla guida della vettura. Durante la rapina, avvenuta nell’aerea di servizio della tangenziale, è partito uno scontro a fuoco. Nell’area di servizio c’erano due poliziotti in servizio alle scorte, uno all’intero e uno all’esterno, che avevano appena finito il turno. C’è stata una sparatoria, in cui un bandito maggiorenne è morto e il 15enne è rimasto ferito ed è stato poi ricoverato nell’ospedale Vittorio Emanuele. Il terzo è stato bloccato e arrestato, mentre il quarto è fuggito a bordo dell’auto. Indaga la squadra mobile.
E’ stata trovata nel popoloso rione Librino, non lontano dall’aerea di servizio assalita, la Opel Corsa con la quale il quarto rapinatore della tangenziale di Catania è fuggito durante la sparatoria con la polizia di Stato. Un bandito colpito alle gambe è morto, probabilmente dissanguato. Un suo complice di 14 anni è stato colpito alla testa da un proiettile ed attualmente è sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Un terzo complice, un 21enne, è stato bloccato e arrestato. Il quarto è fuggito e ha lasciato l’auto, una Opel Corsa, dopo avere percorso non molti chilometri nel popoloso rione di Librino, dove è in corso una ricerca da parte delle forze dell’ordine.
“Le armi – ha affermato il procuratore Salvi – erano fedeli riproduzioni delle calibro 9 in dotazione alle forze dell’ordine ed era impossibile distinguerle dalle originali. I rapinatori erano armati ed hanno puntato una calibro 9 contro una vittima e un poliziotto, quindi certamente c’era un fatto grave: la nostra inchiesta procederà accuratamente ma lo diciamo con chiarezza, consideriamo la polizia come parte offesa”. La dinamica dei fatti è stata ricostruita grazie alle immagini registrate dalle telecamere, sia interne che esterne, del distributore.
I fatti. Intorno alle 23.00 di ieri, lungo la Tangenziale Ovest un commando di rapinatori, composto probabilmente da quattro uomini, ha tentato una cruenta rapina alla tabaccheria di un distributore di carburanti. I malviventi, però, si sono scontrati con due poliziotti in borghese e fuori servizio che erano sul posto. Ne è nato un violento scontro a fuoco, a seguito del quale due rapinatori sono rimasti feriti in modo grave: il primo, Francesco D’arrigo, 20 anni, è deceduto poco dopo il ricovero all’Ospedale Vittorio Emanuele, il secondo – un minore – si trova attualmente ricoverato al Policlinico Universitario per una ferita alla testa. Un terzo rapinatore è stato bloccato e arrestato, si tratta del pregiudicato Samuele Consoli, classe 1994, il quale avrebbe dovuto trovarsi nella propria abitazione perché sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio.
Il gruppo di rapinatori, non era certamente nuovo a simili imprese, anzi, il sospetto è che si fossero resi responsabili di un’altra rapina perpetrata poco prima dell’incursione nel distributore. Continuano le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, per identificare eventuali ulteriori responsabili dell’assalto. La Procura distrettuale del capoluogo etneo ha aperto un’inchiesta e disporrà delle perizie tecniche e medico legali per fare piena luce sulla accaduto.
“Il nostro pensiero va alla persona scomparsa, al di là di come siano andate le cose”. Lo afferma il questore di Catania, Marcello Cardona, sulla sparatoria nell’aera di servizio della tangenziale. “Ho incontrato già i miei due collaboratori – aggiunge a margine di una conferenza stampa antimafia che ha portato all’arresto di 25 affiliati al clan dei Cursoti milanesi – e sono molto mesti. Ma dobbiamo sottolineare anche il loro coraggio nell’intervenire prontamente durante una rapina armata in difesa delle vittime”.(Ansa)


