PALERMO – “Finalmente si può parlare del parlamento siciliano per i suoi risparmi. Quando rassegnai le dimissioni da assessore regionale ai Rifiuti per manifestare tutto il disappunto contro gli stipendi d’oro di Palazzo dei Normanni, comprendendo anche che non poteva essere lasciata solo alla Chiesa palermitana la protesta per i lauti compensi della burocrazia parlamentare, qualcuno pensò a me come ad un Masaniello. Oggi, invece, posso dire che grazie alla sensibilità in primis dei dirigenti dell’Ars i tetti stipendiali sono stati mantenuti fino al 2020 e producono risparmi di una certa rilevanza”. A dirlo è Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc.
Stando ai dati del Consiglio di Presidenza dell’Ars, solo nel 2018 Palazzo dei Normanni risparmierà 662.502 euro per i tetti applicati a 23 dipendenti che sforavano le soglie. Nel 2019 il risparmio sarà per 850.687 euro (32 dipendenti sopratetto e nel 2020 di 1.111.508 (42 dipendenti sopratetto).
“Sono soddisfatto – conclude Figuccia – di avere fatto una giusta battaglia che ha trovato poi anche l’adesione degli stessi dirigenti a cui va un plauso e dei sindacati di categoria”.
“Il governo mi ha fatto sapere di avere già spedito il rendiconto e che la prossima settimana dovrebbe esserci l’assestamento. Farò di tutto per fare terminare i lavori d’aula dopo l’approvazione dei due documenti, però invito il governo a farli arrivare in tempi molto rapidi”. Così il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, rinviando la seduta parlamentare al prossimo 31 luglio, alle 15. Oggi l’aula, durata circa un’ora, ha discusso interrogazioni e interpellanze sui rifiuti.

