"Stipendi in ritardo" | Scioperano le guardia giurate

“Stipendi in ritardo” | Scioperano le guardia giurate

“Stipendi in ritardo” | Scioperano le guardia giurate
Foto d'archivio

I lavoratori della Ksm incroceranno le braccia in tutta l'Isola.  Martedì, dalle 9 alle 18, previsto un sit-in davanti alla prefettura di Palermo,

La protesta
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PALERMO – Scioperano domani i lavoratori della Ksm in tutta l’Isola. Le guardie giurate incroceranno le braccia fino alle 22 di martedì. E sempre martedì, dalle 9 alle 18, circa 150 manifestanti effettueranno un sit-in di protesta davanti ai locali della prefettura di Palermo in attesa di una convocazione. Lo sciopero è stato proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl. “La protesta – spiega Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia – nasce dopo l’aggravarsi di tutta una serie di problemi che avevano portato alla proclamazione dello stato di agitazione. Parliamo di continui ritardi nell’erogazione degli stipendi, nella mancata applicazione di norme contrattuali in materia di organizzazione dei servizi e riposi compensativi, fruizione di ferie e permessi, mancata rotazione dei turni notturni, continui errori nelle buste paga, mancanza di dotazioni di sicurezza e non ultimo il mancato accordo sulla procedura di mobilità avviata a Palermo e Messina per un totale di 90 esuberi”. Flauto aggiunge che i sindacati chiedono all’azienda “di poter affrontare tutti i problemi presenti ricercando soluzioni concrete e definitive e non effimere legate esclusivamente a frenare l’iniziativa di sciopero mentre l’incontro con il Prefetto si ritiene ormai necessario per sensibilizzare questa istituzione ad intensificare i controlli in un settore delicato come quello della vigilanza dove la disapplicazione delle norme di legge e di contratto sono ormai un fenomeno diffuso”.

“Lo sciopero è stato proclamato – spiega Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Cisl Sicilia – vista la mancata risoluzione di criticità aziendali più volte denunciate, tra cui il ritardo del pagamento delle retribuzioni e il rischio licenziamento per novanta persone tra Palermo e Messina. Riteniamo che gli esuberi non siano dovuti solo alla crisi del settore ma anche all’acuirsi – soprattutto nei cambi di appalto – di problematiche legate alla tariffazione che, in una sempre più cocente guerra al ribasso contrastano con il Contratto di riferimento”.

 

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