CATANIA – StMicroelectronics, i lavoratori incrociano le braccia. L’allerta meteo non ha fermato i dipendenti etnei della StM che stamani hanno scioperato, in contemporanea con i colleghi francesi del sito di Grenoble/Crolles, organizzando un presidio di protesta davanti ai cancelli dell’azienda. La richiesta di cassaintegrazione ordinaria per circa duemiladuecento lavoratori del sito etneo è fonte di incertezza e fa presagire una lungo autunno caldo davanti ai cancelli dello stabilimento. Tutto nascerebbe dalla crisi finanziaria del colosso la cui cifra di affari sarebbe diminuita nel giro di una decina d’anni del 20%. Le sigle sindacali, da lungo tempo, chiedono un’inversione di rotta finalizzata a investire e mettere in campo politiche industriali all’altezza della situazione. “Tuttavia come spesso capita in situazioni simili, piuttosto che ridefinire il modello industriale, la soluzione proposta è quella di un ennesimo raffreddamento produttivo, su cui aleggia lo spettro di una ristrutturazione dell’azienda, imposta da una ormai patologica attenzione alla cost reduction che, oltre ad incidere sempre più pesantemente sui salari dei dipendenti, determina una continua riduzione delle attività”, spiegano in una nota congiunta i rappresentanti nazionali di Fim, Fiom e Uilm.
I sindacati invocano l’intervento del governo italiano e di quello francese, “azionisti di maggioranza del gruppo”. “Ovviamente – argomentano – tale intervento deve essere tempestivo e rapido, altrimenti si rischia di accompagnare una società strategica, dal grande passato e dalle notevoli potenzialità, verso un irreversibile declino”. Una partita da giocare su più fronti: europeo, nazionale e locale. Nei prossimi giorni i segretari etnei di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e i segretari di categoria Fim, Fiom, Uilm e Uglm, incontreranno i giornalisti per chiarire lo stato dell’arte della vertenza e rendere noti i contenuti di una lettera di appello al governo nazionale.
Questa mattina, invece, Sinistra Ecologia e Libertà ha depositato un’interrogazione parlamentare sulla crisi di StM. I deputati Palazzotto e Ferrera chiedono al governo, azionista del gruppo, di “intervenire al fine di indirizzare il management verso scelte industriali radicalmente diverse, per far sì che l’azienda, ricorrendo alle sue molteplici risorse tecniche, persegua un rilancio adeguato” e di adoperarsi “nei confronti dell’attuale management di STMicroelectronics”. L’obiettivo da perseguire è “mettere in atto una strategia industriale a lungo termine che punti allo sviluppo in tutti i settori dell’azienda e, con gli investimenti necessari, garantisca un futuro produttivo per tutti i siti, l’indipendenza tecnologica e la conservazione dei posti di lavoro in tutti i Paesi, a partire da quelli italiani, e in particolare dallo stabilimento di Catania, minacciato dalla cassa integrazione per 2.014 lavoratori e lavoratrici”.

