Colpo a Cosa nostra |Sequestrato l'Etna Bar

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Nel mirino della polizia Luciano Salanitro (Santapaola) e Cosimo Tudisco (vicino alla cosca Cappello).

Un momento della conferenza in Questura

CATANIA – Questa volta ad essere colpito è il polmone finanziario della mafia. Sono finiti sotto il controllo dello Stato compendi commerciali e patrimoni per un valore di 5 milioni di euro che sarebbero riconducibili a esponenti contigui o appartenenti a Cosa nostra. La divisione Anticrimine della polizia, in questi giorni, ha eseguito una serie di decreti di sequestro e confisca emessi dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione che ha accolto le proposte avanzate dal Questore di Catania Marcello Cardona. Tra i beni sequestrati anche noti esercizi pubblici che fanno parte della “memoria storica di Catania”. Come l’Etna Bar di San Giovanni Galermo (GUARDA IL VIDEO), punto di ritrovo “storico” per i catanesi.

Andiamo per ordine. Il primo provvedimento riguarda Luciano Salnitro, 50 anni, collegato secondo le risultanze investigative alla cosca mafiosa “Santapaola – Ercolano”. Il Tribunale ha emesso un decreto di sequestro e confisca di beni mobili e immobili, di un’impresa individuale e di denaro contante per un valore di 2 milioni di euro. Il provvedimento conferma una precedente misura di prevenzione emessa a luglio del 2015 (LEGGI QUI). In quell’occasione era stato sequestrato il bar Rivombrosa di via Plebiscito angolo via Vittorio Emanuele. 

Ancora più eclatante il sequestro che riguarda l’Etna Bar di San Giovanni Galermo, che sarebbe riconducibile a Cosimo Tudisco, vicino – secondo la tesi accusatoria- del clan Cappello. Nel decreto inseriti anche beni mobili e immobili, società e imprese oltre ai conto correnti bancari e postali, anche dei familiari di Tudisco. Sequestrata ai fini della confisca la società World Games s.r.l. (della quale risulta titolare quale socio unico il pregiudicato P. A.), insieme all’annessa rivendita di tabacchi, la pizzeria, il bar e la ludoteca, tutte attività pubblicizzate dall’insegna Etna Bar. Sequestrato anche il 50% delle quote della “World of Cars Group” srl. Gli investigatori hanno evidenziato una “sproporzione intercorrente tra i redditi di Tudisco e dal suo nucleo familiare formalmente dichiarati e i beni realmente acquisiti nel tempo”, inoltre le indagini patrimoniale hanno evidenziato operazione finanziare di dubbia liceità. Tudisco è un personaggio conosciuto dalle forze dell’ordine: ci sono processi da cui è emersa “la sua partecipazione esterna al clan Cappello”. Nonostante la detenzione in carcere sarebbe riuscito a gestire diverse attività economiche attraverso la sua convivente Rosaria Lanzafame, con cui comunicava attraverso i colloqui in carcere.

 

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