PALERMO – La studentessa americana rientra a casa, ma la storia della violenza sessuale che avrebbe subito a Palermo è ancora tutta da ricostruire.
Serve tempo per verificare ciò che sarebbe accaduto all’interno della casa vacanze nel rione Acquasanta. Nel fascicolo della Procura di Palermo, al momento, c’è la denuncia della diciottenne e dell’amica che si trovava con lei in vacanza.
La studentessa denuncia la violenza sessuale
Avevano trascorso la serata in un locale, poi hanno contattato un ragazzo tramite Tinder che si è presentato all’incontro con degli amici. Dopo un inziale approccio consensuale una delle due studentesse si sarebbe rifiutata di avere un rapporto sessuale. Da qui l’insistenza di uno dei giovani palermitani, probabilmente con l’uso della forza, dopo avere ricevuto un netto rifiuto. Infine le urla, sentite dagli altri ospiti della struttura, e la telefonata alla polizia.
Gli agenti della squadra mobile stanno ascoltando i testimoni. La studentessa diciottenne ha indicato il profilo del giovane contattato su Tinder. I messaggi che si sono scambiati non ci sono più. I match (si dice così quando si usa la app di incontri) possono scadere se non viene avviata una successiva conversazione o se l’altra persona li elimina.
Chi ha fatto o tentato di fare cosa? Chi delle due amiche ha subito la violenza sessuale? Qual è stato il ruolo dei giovani palermitani? Sono ancora tanti i tasselli mancanti della vicenda che vanno messi a posto prima di individuare con certezza l’eventuale responsabile.

