ALERMO – Accusato di stalking, minacce e lesioni dalla suocera; giudicato colpevole in primo grado e ora assolto.
La Corte di appello ribalta il verdetto di condanna a un anno e mezzo di carcere inflitte a R.L.C. Secondo il racconto della presunta vitta, l’imputato, 62 anni, le avrebbe reso la vita impossibile. Al culmine dell’ennesima lite l’avrebbe presa a calci. Il tutto per costringere la donna, parte civile al processo, a stipulare un contratto preliminare di compravendita della nuda proprietà dell’immobile di proprietà della suocera dove viveva con la moglie.
Ed invece tutto si è svolto regolarmente. Il contratto è stato dichiarato, infatti, valido dal giudice civile e ora è arrivata l’assoluzione. Nessuno dei testimoni, come ha sostenuto i legale della difesa, l’avvocato Toni Palazzotto, ha ricostruito il clima di minacce e violenza a cui, secondo la presunta vittima, avrebbero assistito.


