Suriano espulsa dal M5S: Consiglieri comunali in rivolta

Suriano espulsa dal M5S: Consiglieri comunali in rivolta

Simona Suriano,
Malumori per la decisione dei vertici pentastellati.

Simona Suriano espulsa dal Movimento Cinquestelle: malumori tra i consiglieri comunali pentastellati. Una lunga storia d’amore finita a suon di carte bollate: un divorzio, non consensuale però. La deputata catanese ha ricevuto il benservito attraverso una missiva per non essersi allineata in aula al voto di fiducia del gruppo pentastellato sul governo Draghi. 

L’assenza in aula e l’espulsione 

La sua assenza al momento del voto non è stata mandata giù dai vertici pentastellati. In attesa di conoscere la second life del Movimento targata Giuseppe Conte, alcuni consiglieri comunali non nascondono il loro dispiacere per la decisione del direttorio e chiedono una sorta di “condono” per gli attivisti storici che pure hanno votato in modo difforme rispetto al volere degli iscritti espresso attraverso la piattaforma Rousseau. 

Suriano: “Espulsione esagerata”

“L’espulsione è esagerata, io ho sempre chiesto il dialogo, un confronto. Invece si preferisce epurare. Soluzione rapida sì, ma non molto democratica”, commenta a caldo la deputata Suriano.  “Tutto questo mi addolora a livello umano e non penso che sia una buona mossa politica. Il Movimento in cui sono cresciuta permetteva ad ognuno di esprimere la propria opinione senza arrivare provvedimenti disciplinari, censure o peggio ancora allontanamenti forzati”, attacca. Suriano rivendica la bontà della sua azione politica e le numerose attestazioni di stima ricevute dai compagni di strada.

“Penso che la pluralità di opinioni arricchisca e che le differenze sono valori. Dai commenti social alla mia espulsione e dalle tantissime attestazioni di stima e comprensione che ho ricevuto da attivisti, colleghi, simpatizzanti ed elettori deduco di non essere l’unica a pensarla così”, dice. “Abbiamo lavorato tanto in questi anni per costruire qualcosa di diverso dalle forze politiche tradizionali e abbiamo, giustamente, accettato responsabilità di governo e alleanze con partiti e persone con cui mai avremmo accettato di collaborare. Queste decisioni, ancorché avallate dal voto della maggioranza dei votanti su Rousseau, non vanno accettate però acriticamente”, rivendica. “Anche il 40 per cento che ha votato a sfavore ha diritto ad essere rappresentato e a far sentire la propria voce, senza che questo diventi necessariamente un motivo di rottura insanabile”, continua Suriano.

Bonaccorsi: “Malumori nei territori”

A Palazzo degli Elefanti la notizia dell’epurazione della deputata ha lasciato l’amaro in bocca a più di un consigliere comunale. “Nei territori registriamo malcontento soprattutto tra gli attivisti perché ci sono dei portavoce che per anni hanno speso energie nell’attività politica e poi si sono ritrovati fuori dal Movimento perché non volevano ritrovarsi al governo con Berlusconi e si sono astenuti o hanno votano contro la fiducia pensi che non siano da biasimare”, spiega il consigliere Graziano Bonaccorsi. “Bisognerebbe rivedere la situazione anche alla luce di quello che hanno detto Conte e Grillo: ricucire e lasciarci alle spalle questa situazione”, aggiunge. Il consigliere teme che questo modus operandi alla lunga non faccia altro che logorare il Movimento. “Così si distrugge il lavoro fatto per anni sul territorio. A che pro? A che cosa serve perdere pezzi? Dal punto di vista politico è una follia”, argomenta. “Dobbiamo capire qual è l’obiettivo: essere uniti o seguire un percorso che, secondo me, in questo momento storico non fa bene al movimento?” Il consigliere chiede ai vertici pentastellati “un condono”. 

Diana: “Non mi sembra vero”

Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera Valeria Diana che si unisce all’appello del collega. “Non mi sembra vero. Lo trovo assurdo, abbiamo perso tanti storici portavoce catanesi e Simona Suriano è uno di quelli”, commenta incredula Diana. “Simona Suriano è sempre stata attenta al territorio, vicina ai consiglieri e agli attivisti. E adesso si trova fuori: per molti di noi è inaccettabile”, dice senza peli sulla lingua. “Mi auguro che si riesca a ricucire e non soltanto con i portavoce, ma con tanti attivisti ed elettori del Movimento persi strada facendo. Per noi era un punto di riferimento come lo è stato Mario Giarrusso o Laura Paxia”, spiega la consigliera. La palla adesso passa al nuovo “capo politico” del Movimento.

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