Tagli alla sanità, Confindustria: |"A rischio molte imprese catanesi"

Tagli alla sanità, Confindustria: |”A rischio molte imprese catanesi”

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Il grido d'allarme è stato lanciato nel corso di una riunione.

CATANIA – E’ allarme fra le imprese della sanità privata catanese per il pesante taglio di risorse che si prospetta nei prossimi mesi sul fronte dell’ospedalità accreditata con il servizio sanitario nazionale. Una riduzione che nella sola regione siciliana potrebbe significare minori risorse per 7/8 milioni di euro con possibili conseguenze sul mantenimento dei livelli occupazionali e degli investimenti. Ad esprimere preoccupazione per il futuro del comparto, che a Catania occupa 1700 unità generando un fatturato annuo di 230 mln di euro, è stato il comitato direttivo della sezione servizi Sanitari di Confindustria Catania nel corso di una riunione, svoltasi oggi nella sede dell’associazione, alla quale hanno partecipato il presidente della sezione Giuseppe Giuffrida, il vicepresidente Emilio Castorina, l’imprenditore Ettore Denti, insieme al direttore facente funzioni Fabrizio Casicci.

“I tagli previsti dalla legge di stabilità 2015, che ha chiesto alle regioni italiane di individuare risparmi per circa 4 mld di euro (di cui 350 da prelevare dal budget destinato proprio all’ospedalità privata) – hanno sottolineato gli imprenditori – mette in pesante sofferenza un settore chiamato già a fronteggiare importanti sacrifici. In tre anni, infatti, la spesa aggregata rivolta all’ospedalità privata accreditata ha subito decurtazioni per circa 70/80 milioni di euro. Eppure, con grandi sforzi, il sistema è riuscito a mantenere inalterati i livelli occupazionali, assicurando all’utenza adeguate prestazioni sanitarie. Con le ulteriori misure restrittive che verrebbero adottate, invece, sarà sempre più difficile assicurare l’equilibrio dei bilanci e attivare quegli indispensabili investimenti in innovazione tecnologica e per l’ammodernamento delle strutture, necessari a garantire servizi efficienti. Per questo le imprese chiedono di rimodulare i tagli lineari prospettati, individuando in modo più congruo possibili risparmi di spesa, che non penalizzino in modo così radicale esclusivamente il settore privato”.

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