CATANIA – Non ci sono ritardi. I giudici del Tribunale Amministrativo Regionale, sezione di Catania, si sono dati appuntamento anche quest’anno al centro fieristico Le Ciminiere di Piazzale Asia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2014. La relazione del presidente Biagio Campanella non sorprende e, tralasciando alcuni punti, rimarca le “zavorre” della macchina della giustizia italiana che come fotocopie si ricalcano in ogni ufficio. E la giustizia amministrativa di Catania non ne fa eccezione. Tra i capitoli del consuntivo dell’attività la “carenza di organico” è un paragrafo che occupa diverse pagine. “Le insufficienze dell’organico del personale di segreteria – afferma il presidente del Tar – si è sempre sottolineata nelle precedenti cerimonie di apertura e che in 15 anni è stato praticamente dimezzato”. E questo provoca non pochi problemi di gestione, organizzazione e anche efficenza. Garantita soltanto dal grande senso di responsabilità delle risorse umane.
Campanella chiude parlando delle più importanti sentenze dello scorso anno. Pronunce che sono il risultato di un proficuo lavoro che mostra un andamento positivo dell’attività giurisdizionale svolta dal Tar di Catania. “Alla data del 31 dicembre 213, va registrato – afferma il presidente – un discreto calo dell’arretrato rispetto a quello esistente al 31 dicembre dell’anno precedente. Si è scesi da 58.936 a 54.635 (-7,5%). I ricorsi presentati sono 3334, quasi quanto l’anno precedente. Tali ricorsi superano la somma di quelli presentati in Piemonte e Toscana. E’ doveroso sottolineare – aggiunge Campanella – che i ricorsi definitivi sono soltanto 2343; 5657 sono i ricorsi con decreti di “perenzione”, il cui approntamento è da ascrivere quasi esclusivamente all’impegno e all’elevato senso di collaborazione dei colleghi di Segreteria”. Insomma, ancora una volta la macchina funziona grazie a chi pedala, ma forse sarebbe il caso di aggiungere della “benzina” prima che il meccanismo si inceppi, fino alla paralisi.

